martedì 27 marzo 2012

Dopotutto domani è un altro giorno...

Eccolo...il temuto "altro giorno"...tutto è andato bene, anche se sono davvero stanca. Oggi ho combinato un po' di pasticci con vernici e cementite, ma nulla di irreparabile...ho continuato con l'armadio, rifinendo i fiocchi, e poi ho iniziato con il pavimento. Il parquet sepolto sotto strati di polvere...tutta la giornata a cercare di togliere quello schifo senza nemmeno avere risultati apprezzabili...domani altra sessione...devo vedere quel maledetto parquet splendere. Domani visita dalla dietista e da Mr. L. Io vorrei tanto capire, ma effettivamente non è la mia vita, ho già parecchi problemi io, e non devo accollarmi anche quelli altrui. Vorrei tanto staccare la spina, staccare da questo mondo, staccare da tutto e da tutti...ogni giorno penso al ricovero che mi avevano proposto e mi pento di non averlo accettato...avrei potuto prendere il cucciolo tra qualche mese, quando stavo bene, invece ora mi sento in trappola. Non posso pretendere il ricovero perchè ora il cucciolo dipende da me ed è una mia responsabilità, ma molte volte sento davvero che da sola non riuscirò ad andare avanti...lo so che non sono sola, ma come sempre sapere che c'è un luogo dove per un po' posso pensare solo ai miei problemi, senza interferenze, e non poterci andare...mi fa impazzire...
Beh...che dire...concluderei con la frase di quel meraviglioso film che ho già citato all'inizio:



"Oserestidire, miss Rossella O'Hara, che la terra non conta nulla per te? Ma se è lasola cosa per cui valga la pena di lavorare, di lottare, di morire, perché èla sola cosa che duri"

"Traila forza da questa terra, da Tara, Rossella. Tu ne sei parte ed essa è parte dite"

"Tara...A casa... A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopo tutto, domaniè un altro giorno"

"Sosolo che ti amo" "Questa è la tua disgrazia""Aspetta...Rhett. Rhett, se te ne vai, che sarà di me, che farò?""Francamente, me ne infischio"
"Ma di una cosa sono certo: che vi amoRossella. A dispetto vostro e mio, a dispetto dello stupido mondo che ci crollaintorno, vi amo. Perché siamo tutti uguali, gentaglia tutti e due, egoisti escaltri, ma capaci di guardare le cose in faccia e chiamarle con il loronome" 

"Aprite gli occhi e guardatemi. No, non vi bacerò neanche, benché neabbiate bisogno. È questo il guaio: dovreste essere baciata, e spesso, e da unesperto"

"E'un soldato del Sud che vi ama, Rossella, che vuole stingervi tra le sue braccia,che vuol portare con sé il ricordo dei vostri baci. Non mi importa che miamiate: manderete un soldato incontro alla morte con un dolce ricordo. Rossella, baciami. Baciami ora!"

Autopsia di un' abbuffata

La sveglia suona, e' lunedì, mio marito parte per andare al lavoro. Io vado in cucina e do la pappa a Ugo. Sono le 8, una colazione ci sta, mi dico. E colazione sia. Latte e biscotti. Io e Ugo torniamo in camera con i pancini pieni...riposiamo un po' e poi mi accingo a scendere per continuare con il mio armadio. Sono tesa, non so perché, e' da due giorni che sento quelle maledette ossessioni tornare in me...le sento, stanno prendendo piede, si stanno creando un piccolo spazio per poi uscire prontamente. Non le ascolto, continuo il mio lavoro. Il pasto e' veloce, do la pappa al cane...piccola pausa sigaretta post pranzo e inizio a state male...perfetto! Ci mancava l'influenza intestinale. Passo un po' di tempo a giocare con Ugo e a riposare. Quando mi sveglio, l'idea e' già li, stampata nel cervello: ABBUFFATA. Vado in cucina e nel giro di poco mangio ciò che non può essere considerata un'abbuffata oggettiva, ma il controllo che ormai ho perso, deve essere ripreso. Il bagno e' la prima direzione. Compensare mi da' l'illusione di state meglio. Intanto la pancia protesta ancora e sto ancora male. Mi dico che ho compensato poco e maledico ogni cellula del mio corpo per non aver saputo fare di meglio. Scrivendo le cose a freddo mi sembra di non provare nulla, come se nulla mi appartenesse. E' terribile. Eppure non voglio sentire nulla, solo il dolore lenisce altro dolore...che gran controsenso. So che sarà una settimana difficile soprattutto mercoledì , ho davvero paura di combinare qualche disastro. Per tornare all'abbuffata di oggi: nulla di irreparabile mi dico, domani e' un altro giorno e non ci saranno abbuffate. Non ci saranno perché io non lo permettero' già troppe volte ho fatto scrupolosamente l'autopsia a tutte le abbuffate che facevo...la lista e' lunga, lasciamo che non lo diventi ancora di più.

lunedì 19 marzo 2012

Solo una parola: disgusto

Oggi doveva essere una giornata tranquilla, piacevole...io e mio marito a spasso per cambiare un po' la routine dei nostri fine settimana...e invece si è trasformato nella solita abbuffata compulsiva fatta di smalti, abiti, bijoux...senza freni, senza fermarmi a pensare. No...quello che vedevo e volevo, doveva essere mio. Quando l'abbuffata è terminata è arrivata la solita sensazione, identica a quella che mi assale quando mi abbuffo, senso di colpa e soprattutto senso di disgusto verso la mia persona e verso quello che faccio e che sono. Ho 27 anni, sono sposata, non dovrei essere come una bambina, che quando vede una cosa la vuole, dovrei essere una donna che si sa dare delle priorità, ma in quel momento nulla mi permette di pensare razionalmente, devo comprare, devo avere...La cosa positiva dell'abbuffata di cibo è il senso che mi da la compensazione, mi libera da tutto, mi fa sentire meno sporca, mi redime in qualche modo. Queste abbuffate invece non hanno un modo per compensare, anzi, tutto è peggio, il senso di colpa rimane incastrato in gola, il senso di colpa verso tuo marito ti assale ogni volta che lo guardi e pensi che sei uno schifo di moglie, che peggio di te non c'è altro.
I pensieri che hanno attraversato la mia mente durante il viaggio di ritorno erano davvero dei peggiori, ho vagliato ogni possibilità per punirmi, ho vagliato ogni piccolo e recondito angolo della mia anima sporca per trovare qualcosa che mi facesse credere che non sono la persona che mi sento. Non è servito a nulla. Sono assolutamente certa che se davvero esistesse un inferno, io andrò drittà la...non c'è salvezza per me. Solo perchè ho rifatto un armadio non vuol dire che sia una persona migliore, non vuol dire nulla. Quando la casa sarà pronta cercherò un lavoro, non posso essere dipendente in questo modo, non posso costantemente chiedere agli altri. Devo avere la forza per costruirmi un futuro...anche partendo dal basso...quando saremo nella nuova casa sarà davvero tutto diverso e io inizio seriamente ad avere paura di non saper gestire la situazione...potrei andare avanti ancora a scrivere...uscirebbero solo insulti verso la mia persona, ormai chi sono non lo so più. Mi sono trasformata in un diavolo draconiano che ha completamente fagocitato la mia anima...non esiste più...c'è solo fumo, polvere, buio....

mercoledì 14 marzo 2012

Il piccolo cioccolatino!

Finalmente sabato e domenica abbiamo trascorso un bel week end a Scarlino e poi siamo andati a prendere il nostro piccolino. La Banda Bassotti e' tutto un programma: 15 bellissimi cani che ti salutano festosi come se non ti vedessero da anni. Li avrei portati tutti con me. Mi saltavano addosso, volevano riempirmi di baci...e' stato davvero bellissimo...i cuccioli ovviamente erano in casa...il nostro piccolino e' davvero un microbo, il più piccolo del gruppo. Ovviamente ci ha conquistato immediatamente. Ci siamo fermati a parlare un po' con Chiara, la mamma della Banda! E' una persona davvero speciale, ha un amore infinito per i bassotti...si percepisce...da tutto il suo essere. Purtroppo abbiamo preso Ughetto e separato dalla mamma Iolanda, una bassotta arlecchino chocolate davvero stupenda. Anche per Chiara non e' stato facile lasciare il piccolino, ma purtroppo per lei ha dovuto dirgli addio. Il viaggio e' stato un po' travagliato ma finalmente abbiamo potuto varcare la soglia di casa con Ughetto. Lui e' spaesato, ora speriamo che si ambienti in questi giorni... Non voglio traumatizzarlo per la vita, voglio che diventi un adulto socievole e simpatico. Ogni giorno ho paura di quello che faccio, di come mi comporto, come se fossi una mamma con un neonato. Il paragone e' un po' ardito, ma l'ansia e' davvero tanta. Domani pesata e fortunatamente colloquio con i terapeuti...sto perdendo le forze, ho paura, non voglio tornare indietro, voglio solo andare avanti...

mercoledì 7 marzo 2012

Un piccolo stop

Volare via....


Sono stati giorni densi, giorni in cui ero molto presa dal mio progetto dell'armadio. Ho lavorato molto, sono soddisfatta, era tutto positivo...eppure...eppure oggi e' stata una giornata difficile. La mattina le visite di routine al centro, la comunicazione con il terapeuta e' migliorata, quella con la dietista sicuramente meno. Oggi e' come se fossi tornata indietro di due settimane, la depressione e' tornata, l'inutilità di questa giornata e' stata estenuante. Spero sia solo uno stop magari dettato da un po' di stanchezza fisica e mentale. Ogni giorno cerco il sole caldo, ma oggi c'era vento, un vento pungente che non ha permesso al sole di penetrare nel mio essere e di trovare un po' di caldo e di ristoro. Beh questa settimana finalmente il nostro cucciolo verra' a casa...e con lui tutte le paure legate al fatto che non so se sarò in grado di gestirlo. Ho davvero paura, mi sento demotivata. Forse basterà averlo qui un giorno per cambiare idea, intanto aspetto e sogno...ti prego...dolce notte...portami sogni sereni, che mi lascino la dolcezza tipica di quando sogni qualcosa di piacevole...quel calore che cerco e che non trovo nella vita reale...