venerdì 16 novembre 2012

Tre...altro che numero perfetto!

Riemergo dopo mesi di silenzio. Settembre è stato un mese assurdo, è come se non lo avessi vissuto, eppure ho fatto viaggi, esperienze... Anche ottobre scivola via come settembre...le sedute dal terapeuta sono sospese perché è in malattia e io piano piano inizio ad andare fuori di testa. Faccio un altro breve viaggio e quando torno decido di pesarmi ottenendo un verdetto disastroso + 3,6kg. I vestiti non mi vanno perché ovviamente il tutto è andato su quei maledetti fianchi...è come se fossi sprofondata al centro della terra. Vergogna e inutilità mi bloccano in casa. Dal mondo esterno non arrivano notizie confortanti: tre amiche stanno male, molto...due in ospedale e una quasi...vado a trovarne due. Non ho mai raggiunto i loro livelli ma ogni giorno spero che un piccolo seme possa germogliare nella loro testolina e crescere...il seme della speranza, il seme della lotta per vivere. Quanto è paradossale che io dica questo e poi dentro di me e per me desideri l'opposto. Che ipocrita bugiarda! Voglio assolutamente tornare al peso di prima, voglio che quei maledetti vestiti mi vadano bene...come se fosse solo questo??? La realizzazione personale dove la mettiamo? Dove mettiamo le soddisfazioni? Ah dimenticavo...non esiste nulla di tutto ciò nella mia vita. Sono ormai quasi determinata a mollare...in ogni senso...tutto e tutti. Egoista! Codarda! Scappa! Non pensare a chi fai soffrire, non pensare che ci sono ancora alcune persone che ti vogliono bene. Si sta per consumare l'ultimo atto...la morte del cigno è vicina...sento la melodia dentro, così struggente, così meravigliosamente disperata. Presto arriverò...presto anche il mio volo di farfalla avrà la sua calata del sipario...

giovedì 16 agosto 2012

Due mesi davvero allucinanti





Non scrivo da praticamente un mese, anzi due e se dovessi tirare le somme di tutto ciò che è accaduto dovrei ammettere che non so come ho fatto a resistere dall'imbottirmi di farmaci. Il giorno dopo l'ultimo post che ho scritto sono andata ad un matrimonio. La giornata era già iniziata con il livello di stress veramente fuori controllo. A metà della cerimonia ho iniziato a piangere perché non ricordavo nulla del mio matrimonio. Ho pianto fino a che non siamo usciti dalla chiesa, sembravo una fuori di testa e forse effettivamente lo ero...arrivati al ristorante, mi devo scontrare nuovamente con il più grande fallimento della mia vita. C'è un'amica laureata in medicina, il compagno e altri amici. Inevitabilmente il discorso cade su pazienti, malattie...no, non posso reggere un secondo in più a questi discorsi. Fortunatamente entrano tutti x finire la cena...io rimango li, seduta fuori, a fumare una sigaretta dopo l'altra e a piangere lacrime amare. Sto male, non riesco ad affrontare la situazione.

La situazione sfugge di mano...e ti ritrovi sola con il tuo dolore
 Entro, non guardo nessuno in viso, mi faccio dare le chiavi della macchina da mio marito e scappo...da tutto, da tutti, dai loro discorsi che mi feriscono e dal fatto che NESSUNO si preoccupi di vedere come sto. Nemmeno chi ha competenze più o meno specifiche in materia. Mi ritrovo sola, in auto, piangendo e maledicendo il giorno che ho deciso di continuare a lottare. A fine serata arrivano tutti alle macchine per andare a casa...due azzardano un "mi dispiace che tu non sia stata bene..." per il resto deserto.

Tutto pronto per festeggiare

Il giorno dopo avevo quella famosa festa a casa mia : 10 amiche, 1 compleanno e due baby shower. Nel complesso il divertimento è stato tanto, anche se ero veramente stanca morta. Mi fa piacere che tutte si siano divertite e che siano state bene. Forse so fare almeno la padrona di casa e l'organizzatrice di eventi, e se non fosse stato per il matrimonio del giorno prima, sarebbe andato tutto meglio. La settimana trascorre lentamente, come al solito...pulizie, mia mamma che rompe, pulizie, mia suocera che rompe, pulizie, la nonna che rompe, pulizie....arriva la settimana in cui dovrei andare a Rimini a trovare mie due amiche ad una fiera.

Un amico come te...
 Trascorro due giorni tranquilli con delle altre amiche che mi vengono a trovate...parlo e rifletto molto su ciò che mi dicono. Mi rendo conto che le ragazze che consco da quando sono piccola sono maturate davvero molto e le stimo tantissimo, perché ero prevenuta nei loro confronti ed invece ho sbagliato completamente. Il fatto è che non riesco a capite se io ho subìto questo tipo di cambiamento oppure se sono ancora alla fase bambina che non vuole crescere. Chiudo questo post per iniziarne uno tutto dedicato ad una persona speciale. Domani però...ora è tardi...

venerdì 6 luglio 2012

Emotivamente stanca...

Sono finalmente nella casa nuova. E inizio con il dire che sono un'illusa... Che cosa credevo? Che si sarebbe sistemato tutto? Che io cambiassi magicamente? Che la malattia sparisse come una bolla di sapone? Quanto mi sbagliavo. Questa casa è grandissima e io mi sento costantemente incapace verso qualsiasi cosa. Non riesco a percepire se le cose che faccio vanno bene, anzi per me vanno sempre male. Come sempre probabilmente c'è un po' di vittimismo nelle mie parole, ma vi assicuro che quando sei bloccata dalla paura o scatta un imprevisto che ti fa andare a rotoli tutto ciò che avevi sotto controllo, scatta l'ansia. Le crisi di pianto...troppi pensieri affollano la testa, ora è tardi, ma domani ne tirerò fuori uno per uno. Buona notte

domenica 24 giugno 2012

Avere tutto è come avere il nulla...

Dovrei essere felice, dovrei sentirmi realizzata. La casa che sto aspettando da quasi un anno è qui, pronta, abitabile, e io...io mi sento come se nulla fosse, non provo nulla, nessuna emozione. L'unica costante è la paura: paura di essere incapace a gestire tutto, paura delle incombenze...di fallire per l'ennesima volta. Quanti maledetti fallimenti. E la colpa è solo mia. Non ho le palle è inutile. Tralasciando per un attimo il capitolo cibo peso corpo, mi rendo conto che tante persone verso le quali ho sempre dimostrato affetto e amicizia, dopo un evento che mi ha coinvolta insieme ad un'altra persona, si stanno dimostrando fredde e distaccate, non vogliono parlarmi nemmeno per chiarire tutto...e questo non mi va bene. Primo perché tutti dovrebbero avere sempre e comunque un dialogo anche quando si verificano eventi spiacevoli. Secondo perché questo mi uccide dentro, perché se chiedo a delle amiche di essere ascoltata, anche se loro non sono direttamente coinvolte, mi aspetto che mi ascoltino, in questo caso non è stato così, mi hanno sbattuto la porta in faccia. Ora non voglio fare la vittima, ma tutti coloro che ruotano intorno a me sanno benissimo quello che ho passato (2 ricoveri, il fatto che fatico ad uscire di casa, che non abbia un rapporto sereno con il mio corpo, che sia ancora in cura...) e che sto ancora passando...eppure nulla. Come se fossi sparita dalla faccia della terra. Credevo che la mia amicizia valesse qualcosa, forse mi sbagliavo. Perfetto sono fallita anche come amica. Direi che manca solo che il cane mi rifiuti come padrona ed ho fatto tombola. È sempre più facile stare dalla parte del più forte, di chi pensa di avere ragione al 100%, del debole non é mai fregato nulla e non solo in questo caso, ma purtroppo in molte altre situazioni della vita. Io non negherò mai a nessuno un dialogo, le mie porte saranno sempre aperte, perché è quello che devo fare per stare meglio, non tenere tutto dentro, ma buttarlo fuori, altrimenti siamo al punto di partenza. Forse è proprio il fatto che mi impediscano di parlare che mi da fastidio perché lo vedo come un grande passo indietro nella terapia. Un altro rospo da inghiottire. Mio marito sostiene che c'è un velo di egoismo in questo mio discorso, io penso invece che quando delle persone ti vogliono bene ti ascoltano, sanno che per te è importante, è importante per tornare ad essere una persona che per riempire il vuoto non deve trattenere le emozioni fino ad annullarsi o peggio non deve tappare i buchi abbuffandosi e vomitando. Va bene il periodo della bulimia è finito, so che non ci saranno quelle abbuffate sovrumane, ma anche se sono anoressica alcune volte mi sono abbuffata (in realtà avevo mangiato un po' di più ma l'ho vissuta come un'abbuffata bulimica) e poi ovviamente sono corsa in bagno. L'ho scritto anche qui, nero su bianco, nelle mie confessioni notturne. L'unica cosa che ora è forte è l'istinto autodistruttivo perché mi sento una merda in tutto e per tutto, e perché anche gli altri mi hanno fatta sentire tale. Lo stomaco si chiude a doppia mandata ed il desiderio di diventare piccola, microscopica, invisibile diventa sempre più concreto.

venerdì 22 giugno 2012

Il mito continua...

Solo stasera, alla sala grande del Palace Hotel i favolosi Blues Brothers 

Cercherò di scrivere un post leggero, giusto per spezzare quel gomitolo di pensieri che non sono ancora riuscita a dipanare. Guardando la mia bacheca facebook per caso, noto che un ex di una mia amica ha linkato il trailer dei Blues Brothers...com'è possibile? Il film è del 1980, ma il trailer specifica 20 e 21 giugno per l'anniversario della scomparsa di John Belushi...vado a vedere sui siti delle multisale della città e trovo già la possibilità di prenotare...ovviamente 2 posti...troverò qualcuno che viene con me. Lo spettacolo è alle 20 e mio marito non fa in tempo, mio padre ha altri impegni...quale amica potrebbe venire a vedere un film simile?????

 Ecco il cartellone con le date 20 e 21 giugno.
Ecco la mia Pandina...le voglio troppo bene!

Penso e l'idea si materializza istantaneamente....ma certo....la mia Pandina, una ragazza che ha fatto 2 ricoveri con me e che considero un po' come una sorella visto che ha 10 anni meno di me. Le scrivo un sms e ovviamente accetta. Appena ci incontriamo ci abbracciamo forte ed io sono contenta di non sentire più il suo corpo così spigoloso e ossuto tra le mie braccia. Facciamo quattro chiacchiere del più e del meno...e il film inizia...abbiamo trascorso le due ore del film cantando ogni singola canzone del film...caspita mi sono divertita. Per una volta non ho pensato a nulla, ero con una persona che mi trasmette serenità...sono stata benissimo: non avevo visto questo film al cinema visto che nel 1980 non ero ancora nata, ma vederlo su uno schermo super con un audio di qualità è tutta un'altra storia.... La mia Pandina è un tesoro, un po' figlia dei fiori, un po' rockettara, dolce, premurosa e forte. Si forte! Lei è stata ricoverata quando io stavo quasi per essere dimessa...il primo ricovero è stato difficilissimo. Poi è uscita ed è praticamente rientrata un paio di settimane prima del mio secondo ricovero...è una che ha le palle come due cocomeri...e spero davvero il meglio per lei, perchè se lo merita davvero; tutte noi ce lo meritiamo, forse dovremo pensarlo qualche volta, anche se ci riteniamo gli esseri più inutili del mondo.

Per il resto oggi sono andata dallo psichiatra...avevo troppo bisogno di sfogarmi...da domenica notte non vivo più, mi sento una spada di Damocle pendermi sul collo...riserverò il racconto di tutto ciò che è accaduto a domani, ora come sempre è tardissimo e io è mrglio chr dorma...Buona notte...

lunedì 18 giugno 2012

Un'ala spezzata...


Farfalle...
Oggi avrei un fiume in piena da svuotare qui dentro, eppure non lo posso fare. Posso solo dire che ieri sera mio marito mi ha un po' ferita dicendomi che con questo blog io ammazzo la gente. Io non incito nessuno all'anoressia o ad altro, scrivo solo i miei stati d'animo in relazione ad eventi accaduti. Eppure nessuno capisce. Nemmeno lui. Dice che scrivo cose molto pesanti, che potrebbero influenzare...ma a me pare di parlare sia delle mie vittorie che dei miei scivoloni...che male faccio? A chi? Ok in internet passa tanta gente, ma questo non è sicuramente un pro ANA vorrei vedere se gli mostrassi uno di quelli...inoltre non ho dato il mio indirizzo a tutti, ma a 3 o 4 persone di cui mi fido, stop. Non faccio pubblicità al blog su facebook o twitter come fanno molte persone...eppure sono stata costretta a cancellare parti di post e a sentirmi accusata. Questo non è corretto e non lo accetto. Io sono per il dialogo, non per le cose ottenute con la forza...qui non ho mai nominato nessuno per nome e cognome, nemmeno me stessa, non ho messo foto di nessuno se non di me presa di schiena...ho cercato di tutelare in tutti i modi la mia vita e quella degli altri...ho cambiato nome al blog e url così non lo troverà nessuno nei motori di ricerca...odio le accuse infondate, odio essere ritenuta responsabile di cose che non ho fatto.
Comunque continuerò a scrivere della mia battaglia, non mi fermerò qui...perché io ho il diritto di poter scrivere qui, e non vedo perché non possa esercitare questo diritto di libertà di espressione quando non faccio del male a nessuno. Quindi per me e il mio blog è tutto come prima, è il cuore che soffre ed è spezzato perché si sente comunque colpevole di qualcosa, sono io che sbaglio, sono sempre e solo io...

sabato 16 giugno 2012

Persone, pensieri, ricordi...


Uno dei suoi cartoni animati preferiti...Il mio amico Totoro


Aspetto...sono qui seduta nella sala d'attesa del centro dca, per vedere la psichiatra. Odore di disinfettante, di ospedale...prima sono passate le ragazze, probabilmente hanno aggiunto una passeggiata anche il sabato mattina per chi è in seconda fase...tra di loro un'amica, compagna di quasi sette mesi di ricovero. Questo è il quarto per lei...ha 32 anni ed un talento innato per tutto ciò che si può fare a mano: l'ho vista lavorare a maglia maglioncini, sciarpe, cappellini...ma ciò che esprime meglio la sua creatività sono i suoi disegni...illustrazioni di donne ad acquerello con fianchi enormi, colli lunghi e vita sottile. Sarebbe interessante indagare sul perché lei ami questi soggetti...ama il colore, ama il Giappone, ma non ha mai imparato ad amare se stessa...durante il secondo ricovero eravamo compagne di stanza...ero molto legata a lei...poi mi hanno dimessa e poco prima del matrimonio lei mi ha scritto una lettera in cui diceva che per un po' voleva staccarsi da me...io ho cercato di capire, di giustificare, ma il mio cuore comunque piangeva. Io sentivo che con lei non alimentavo la malattia, ma condividevo solo un po' del peso che portavo dentro e sapere che lei mi vedeva quasi un ostacolo alla sua guarigione è stato logorante. Dopo le sue dimissioni so ben poco di lei, so che va a New York a trovare la sorella e che come sempre li non gestisce la situazione e arriva al tracollo. La incontro a marzo, in questa stessa sala d'attesa, sembrava che le avessero tolto tutto il sangue che aveva nelle vene: bianca come un lenzuolo e sempre più esile. Anche io sono cambiata, dall'ultima volta che mi ha visto ho perso 10kg e non sto bene...vengo dalla dietista perché lo psichiatra non mi vuole vedere per il drastico calo di peso. Anche lei come me, solo dietista. Non parliamo mai in sala d'attesa, se non solo con domande di circostanza che non scalfiscono nulla di ciò che abbiamo realmente dentro. Poco dopo lei viene nuovamente ricoverata...la mia vita va avanti a tentoni, certe volte penso che avrei dovuto insistere di più per un altro ipotetico ricovero...ma il matrimonio e tutto il resto mi bloccano. Già stare in questa sala d'attesa mi fa quasi stare meglio...stupide illusioni... Ho sempre sperato che lei riuscisse ad uscirne, ma è così da 15 anni, capisco benissimo la sensazione...ormai tu sei il disturbo, ormai tu non esisti più, c'è solo questa routine infinita di autodistruzione, una spirale che ormai ti ha avvolto e tu stai li nel mezzo, facendoti trascinare dalle folate di vento...Prima quando è passata mi ha sorriso e dato un bacio, sono arrivata quasi alle lacrime e tutt'ora sento che gli occhi mi bruciano e che sono bagnati...io le voglio bene e spero che davvero questa volta sia l'ultima volta, l'ultimo ricovero, perché ormai a 32 anni ti sei quasi giocata la vita per inseguire una malattia che ti ha distrutta. Forza piccola, provaci, resisti, non puoi continuare così. Vorrei esserti d'aiuto, esserti vicina, ma so che non è possibile...non mi resta che sperare che qualcosa possa davvero cambiare. Ti voglio bene...questo post e la foto sono per te, anche se non li vedrai mai non importa. Sei e sarei nel mio cuore per sempre...

mercoledì 13 giugno 2012

Giorni difficili



Domenica sera è successa una cosa che ha dell'incredibile: sono uscita a cena con il nostro gruppo di amici...all'inizio hanno proposto una pizzeria (panico) poi hanno deviato su un ristorante mediocre di pesce e così ho preso un'insalatona. Ovviamente schema non rispettato, cena scarsissima. Ho cercato di rimediare con un gelato post cena...ma scivolone stratosferico sulle calorie: ovviamente ho scelto quello da 180kal invece che quello da 280kal che sicuramente mi sarebbe piaciuto di più. Beh considerando il fatto che nessuno mi ha obbligata visto che sono stata l'unica a prendere il gelato, va bene così. Ieri, lunedì, ho vegetato quasi tutto il giorno, ho pulito un po' casa e ovviamente sono andata a letto tardissimo. Questa mattina ero distrutta: mia madre è arrivata alle 9.30 per aiutarmi a lavare tutte le cose della lista nozze, il pranzo è stato uno schifo ( mia madre ha mangiato una mela, no comment) e io sono riuscita a mangiare solo del pane con un po' di feta e una banana. La stanchezza non mi ha abbandonata per tutto il giorno, ma non avevo fame, non mi sentivo debole perché affamata, mi sentivo proprio fisicamente provata... Alla fine alle 17 e 30 mi sono sdraiata a letto e un po' mi sono ripresa, ovviamente non del tutto. Cena nella norma, con super dolce finale visto che il pranzo era stato uno schifo e visto che domani ho la visita al centro con pesata annessa. Stamattina mi sono pesata sulla bilancia di casa e segnava quasi un chilo di meno rispetto a due settimane fa. Mr. L mi ammazzerà, ma il fatto è che io non voglio dimagrire...certo non voglio nemmeno ingrassare, però cerco di non privarmi di nulla insomma...eppure non basta mai. Ho il terrore del responso di domani mattina, ho assolutamente bisogno di parlare con lo psichiatra, questa è una settimana cruciale e io sto morendo di paura. Come sempre si sono fatte le 2.00...cercherò di dormire...a domani con aggiornamenti sulla visita al centro...notte!

venerdì 8 giugno 2012

Notte in bianco...



Si ok...domani ho il colloquio di lavoro e dovrei essere in ansia per quello...ma ovviamente ci si mette di mezzo il cibo a rovinare sempre tutto. Stasera tutto sommato avevo cenato bene, poi con mio marito abbiamo sistemato delle cose in casa e siamo saliti a letto. Iniziano le fitte allo stomaco...prendo un Riopan, nulla. Vado in cucina prendo una coca cola zero e ci spremo mezzo limone, sempre peggio...lo stomaco brucia come se ci fosse l'inferno stesso sotto le mie costole. So qual è la soluzione, lo so fin da quando sono iniziate le fitte. Lo dico a mio marito che mi "grazia" perché vede che sto visibilmente male. Effettivamente è assurdo che mi debba indurre il vomito per stare meglio... Sapevo di non avere scelta, il fatto è che ogni volta che ho questi problemi con lo stomaco mi autoinduca il vomito...certo non dico che il secondo fine ovvero assorbire meno non mi passi per la testa, però in quel momento sto davvero male e non so che altro fare...
È veramente tardissimo, sono le 2 di notte, tra un po' di ore avrò il colloquio e devo essere un po' riposata...credo sia meglio cercare di dormire, cercare di non pensare a questo corpo che odio e che esso stesso si odia...poi domani pomeriggio potrò riposare...ora stacco la spina al cervello che è meglio...notte!

giovedì 7 giugno 2012

A proposito di lavoro....

Apple, think different.


Ok...calma...tempo fa avevo mandato il mio insignificante curriculum vitae a un negozio della Thun come commessa part time e alla Apple che dovrebbe aprire un Apple Store nella mia città. Fatto il primo colloquio alla Thun, mi richiamano per un altro colloquio che sarà domani. Completamente dimentica di quello che ho mandato alla Apple, due giorni fa mi arriva una mail con scritto che se voglio posso partecipare alle selezioni per lavorare all'Apple Store. Panico misto a una specie di euforia mi iscrivo per il colloquio che si terrà venerdì prossimo. Non ho idea di come sarebbe il lavoro alla Apple, ma preferirei un part time visto che tutte le settimane ho le visite al centro dca e non credo che reggerei un full time e un trasloco con relativo cambio radicale di vita tutto in un colpo. Certo ci proverò, ovviamente non credo minimamente che mi prenderanno in nessuno dei due posti...figuriamoci alla Apple saremo in metà di mille e io uso il Mac da soli due anni senza nemmeno sfruttare tutte le sue potenzialità. Non credo che basti avere in casa 4 ipod, 2 iPad, 4 iPhone e un MacBook per farmi assumere...
Come sempre fiducia in me stessa pari a zero, non mi metto nemmeno a crearmi illusioni visto che poi la delusione sarebbe ben peggiore. Devo però andare convinta, non con la faccia da zombie che mi ritrovo e sfoderare il più possibile la parlantina che in realtà non possiedo molto. Però un lavoro mi serve, prima di tutto per non stare sempre a casa a crogiolarmi nella malattia e anche per contribuire al bilancio economico, visti i tempi. La paura però c'è, stare fuori casa mi fa paura perché sto sempre a pensare che non merito nemmeno di respirare, figuriamoci farmi vedere da altri. Questa è una sfida, forse anche una svolta per me...la dietista è già preoccupata perché dice che se mi assumeranno part time avrò poco tempo per mangiare e quindi sarò più tentata a restringere...non mi hanno nemmeno assunta e lei comincia già la tiritera dei pasti...quindi ansia su ansia. Beh insomma in fin dei conti devo ritenermi fortunata ad avere almeno la possibilità di fare questi colloqui, certo fa male sapere che in 27 anni non sia riuscita a realizzare nemmeno un progetto lavorativo post diploma...ma ormai è andata così, ho riprovato con lo studio ma non è andata, non riesco minimamente a concentrarmi. Quindi devo piantarla di piangermi addosso per il passato che non può essere cambiato, devo raccogliere quello che resta di me e sfruttarlo al massimo. Anche se si tratta semplicemente di fare la commessa. Lo devo a me stessa, ma soprattutto a mio marito, che non può mantenere una fancazzista a vita. Devo tirare fuori almeno un po' di orgoglio e pensare anche solo per quella mezz'ora di colloquio che valgo qualcosa, perché altrimenti non mi avrebbero nemmeno chiamata! Quindi forza...non devo mollare proprio ora! Non devo!


Thun

martedì 5 giugno 2012

Liscia come l'olio...


Eccomi con un piccolo aggiornamento. Questa giornata è scivolata via, anche se ho un po' pasticciato a pranzo...La mattina ho visto la dietista...le ho spiegato che non riesco più a fare quel maledetto diario...quando sei ricoverata è uno sfogo indispensabile, ma a casa con tutti i casini, diventa un peso che non riesco psicologicamente a sostenere, visto che trovo piuttosto difficile vedere nero su bianco quello che mangio...diciamo che evito di scriverlo per non sentirmi in colpa, mangio e basta. Ho detto poi alla dietista che lo psichiatra aveva detto se avevamo concordato un peso, lei dice che non si vuole fissare su un numero e che mi daranno un nuovo range, visto che quello vecchio è ancora legato al primo ricovero ed è assolutamente troppo alto e fuori discussione. Inoltre mi ha detto che il peso di ora non sarà certo il limite inferiore del range, ma che dovrò aumentare ancora. Non ci voglio pensare...oggi ero 2hg meno di giovedì...questo peso per ora mi spaventa relativamente, anche se preferirei qualcosa in meno, ma so che poi scatterebbe nuovamente quel meccanismo maledetto...Il pranzo è filato abbastanza liscio, anche se alla fine ho mangiato 6 biscotti con un po' di crema di nocciole...ero già pronta per correre in bagno, poi sono uscita a fumare, ho parlato un po' con un'amica e il senso di colpa è via via passato. La matrona e la madre mi hanno fatto il terzo grado su quello che avevo mangiato, ecco questo veramente non lo sopporto...insieme alle frasi "devi mangiare figlia mia"... quando lei si mette nel piatto 40g di pasta e un broccolo...ma da che pulpito...non trovava nemmeno un abito che le andasse bene per il mio matrimonio, erano tutti troppo grandi e alla fine ne ha preso uno che ha fatto modificare per non sembrare una deficiente. Allora che cavolo voi da me???? Pesi 43kg, guarda nel tuo piatto e non rompere. Quasi peggio di mia madre, che l'altro giorno al telefono mi ha chiesto se mangio: le ho risposto "senti chi parla...tu che mangi solo caffè d'orzo, pollo e insalata..." E poi mi chiedono perchè mi sono ammalata...ok non voglio dare la colpa a mia madre e a mia suocera, però entrambe hanno un problema e lo negano, ovviamente arrivate a 50 anni ormai non lo considerano un problema. Mia madre, per quanto ne so, quando era incinta era dimagrita, pesava 44kg con me nella pancia. Insomma io non credo che la mia malattia sia così casuale. Cercherò di approfondire questa cosa in un altro post.
Dopo pranzo sono andata a fare dei preventivi per le tende della cucina e del corridoio...mi sono distratta e in un battibaleno sono arrivate le 20. Cena come al solito. Un po' faticoso, ma non voglio pensarci. Domani dovrò andare fuori a pranzo con parecchi parenti per gli 80 anni di mia nonna...sinceramente preferirei morire...mia mamma romperà per quello che prendo (al ristorante tendo sempre a restringere) e poi non ho voglia che tutti mi osservino mentre mangio. Odio quando lo fanno. E così sono qui insonne che penso a che cavolo prendere dal menu. La mattina inoltre arrivano dei mobili a casa, così sarò impegnata un po' in quello. Ho deciso di indossare quell'abito di pizzo che mi ha regalato mia madre tipo "prima comunione"...beh almeno potrò indossare nuovamente le scarpe del matrimonio e la cintura dell'abito da sposa...ok non sarà una grande soddisfazione...ma vabbè cerco di godere anche di queste piccole cose...Questa settimana niente psichiatra, mercoledì però andrò a fare una prima seduta da quel terapeuta, voglio capire i costi e tutto il resto. Sono molto legata al centro, non lascerei mai il mio dottor L. ma voglio provare a sentire un'altra campana, soprattutto per quanto riguarda la motivazione e gli obbiettivi.
Ora proverò a dormire...senza pensare...senza pensare alle calorie del vitello tonnato che sinceramente ogni volta mi manda in paranoia...
A domani...

domenica 3 giugno 2012

Un fine serata disastroso


Eccomi qui...ho passato l'esame della matrona...ma se ripenso alla cena mi odio profondamente... ho saltato il primo...ho preso il pane, quello stramaledetto panino che ogni giorno per ben 2 volte devo mangiare, ho messo un velo di crescenza, giusto per far vedere che l'avevo aperta e 4 fettine di bresaola. Poi delle fragole e una monoporzione tiramisù...da un certo punto di vista ho fatto bene, ho mangiato un dolce, dall'altra mi sono odiata per averlo fatto. Volevo subito correre in bagno ma sono uscita a fumare. Ho cercato di rimanere fuori il più tempo possibile, poi sono venuta in camera. Ok ho scampato l'appuntamento con il bagno, ma non sono fuggita allo specchio. Era li...non ho resistito e ho tirato su la maglia...loro spuntano ancora un po'...troppo poco per i miei canoni. Troppo poco per tutto. I 5 maledetti kili sono tornati e stasera non riesco a non pensarci. Non voglio ingrassare ancora, non voglio. Deve esserci una via d'uscita, un compromesso, io non ci sto ad arrivare dove loro vogliono... venerdì lo psichiatra mi ha chiesto se ho concordato un peso con la dietista...gli rispondo di no, lunedì vedrò la dietista e cercherò di lottare per poter rimanere così...non sono sottopeso, la mia salute non è in pericolo (come se me ne importasse qualcosa della mia salute) e mangio comunque in modo quasi normale. Le paranoie, le fisse, i continui pensieri che martellano la testa ci sono...ma non ho la minima idea di come eliminarli, posso accantonarli per un po' ma non potrò mai sradicarli del tutto. Oggi delle mie amiche sono andate a trovare un'altra mia amica che è ricoverata in una comunità per dca...non me la sono sentita di andare...lei è a un peso limite e sono certa al 100% che se l'avessi vista avrei desiderato profondamente essere magra e stupidamente avrei ricominciato a dimagrire.
Ho addirittura pensato di mollare il centro per poter andare da uno psicoterapeuta che non mi pesi, in modo da poter perdere almeno 2 di quei 5 kili che ho messo. Martedì ho il primo colloquio. Vedremo. Lo so è un discorso pazzesco, ma io non riesco più a scrivere diari alimentari, a pensare al cibo in modo così ossessivo, ad essere pesata una volta alla settimana...è da due anni che sto andando avanti e che cosa ho ottenuto? Dalla bulimia sono passata all'anoressia...bel miglioramento. Mi verrebbe da dire...beh almeno non sono più la cicciona di prima, ma credo che mio marito non la pensi così e nemmeno gli altri. Eppure adoro vedere che le braccia sono visibilmente diverse da prima, anche se sono l'unica parte che riesco a vedere diversa. Vedo sempre le mie gambe enormi, le cosce come prosciutti, e l'interno coscia che chiede pietà...vorrei potermi tagliare quella carne e grasso in eccesso....così...zack...un taglio e via.
Credo proprio che stasera i miei pensieri siano piuttosto confusi e del tutto fuorviati dalla malattia...non so per quale motivo, il desiderio di dimagrire si sta facendo largo dentro me, non mi importa dell'estate, del costume che nemmeno indosserò...voglio solo diventare invisibile...

sabato 2 giugno 2012

Il ritorno della matrona


Ebbene si, questo giorno doveva pur arrivare...la matrona si è goduta una settimana di meritato riposo e ora sta tornando tra noi. Così le giornate saranno nuovamente quelle di prima...questa settimana sono stata obbligata ad uscire più spesso visto che non c'era la matrona, ho dovuto sopportare la pesantezza della madre della matrona, ansiosa per qualsiasi cosa, che mi ha frantumato le scatole perché sul MIO letto per due giorni terrò due coperte diverse visto che martedì mia madre mi darà il copriletto. Mi sono sentita pure accusare di non essere andata a ritirarle gli esami...ma Santa donna, se me lo dici il lunedì e poi il venerdì vuoi che vada, prendi il foglio e me lo dai...devo pensarci io ai tuoi esami? Ho già la testa stipata da mille preoccupazioni e problemi, figuriamoci se mi ricordo pure le cose degli altri. Ah be' poi ci sarebbe da aprire un lungo capitolo sul fatto che in una settimana la madre della matrona non ha avuto nulla, nessun disturbo, mentre quando c'è la figlia sembra che sia per morire da un secondo all'altro. Capisco pure che ha la sua età...comunque meglio così Eccola....ho sentito la voce della matrona dalla cucina...non ho voglia di vederla. Stasera ho nuovamente disertato alla cena con amici e marito. Sarà l'allergia ma ho un mal di testa bestiale. Oggi sono riuscita ad evitare un'abbuffata...mi sentivo il cuore andare a mille. Ho mangiato 4 fragole e sono uscita dalla cucina. Mi sono salvata anche perché non ero sola in casa...ma che cosa succederà quando saremo soli, io e lui, e in casa sarò sola? Prima di tutto dovrò organizzare la dispensa evitando tassativamente di avere in casa cibo pericoloso. In un certo senso sono fortunata visto che mio marito non mangia biscotti o dolci di altro tipo...quindi frutta verdura e niente cibo spazzatura. Lunedì inizierà una settimana piuttosto stressante: colloquio con la dietista, colloquio con un nuovo psicoterapeuta per vedere se cambiando strategia magari ottengo qualcosa, colloquio di lavoro, arrivo a casa di tutta la roba della lista nozze. Sarà un caos immane. Spero di sopravvivere. Lo so, tra poco devo andare di la, salutare la matrona e subire certamente il terzo grado sul perché e sul come sono andate le cose in questa settimana. Mio marito è appena andato via, solo. E io sono a letto, come sempre intenta a pensare perché per l'ennesima volta mi sono rifiutata di uscire. Il cibo, le persone, tutto mi mette a disagio e mi provoca paura, ansia, senso di inadeguatezza ovunque mi trovi. In quei momenti la forza di parlare viene meno e io mi rinchiudo nel mio mondo, lontana anni luce da dove sono gli altri.
Eccola, sento già la sua voce lamentosa, si lamenta della donna delle pulizie...dovrò sopportare ogni singolo lamento anche a cena. Almeno senza mio marito posso saltare il primo...come se servisse a qualcosa...eppure nella mia logica malata questo comportamento è giusto. Credo di non poter indugiare oltre, anche perché se voglio uscire a fumare devo passare dalla cucina...tra poco la matrona tornerà a invadere la mia intimità e a violare i miei spazi...spero ancora per poco. Ecco che si lamenta di Ugo, ma le ho detto cento volte di non lasciare le piante basse perché lui strappa le foglie. Odio quelle piante schifose...solo foglie verdi, insulse, senza carattere. Ogni volta le ripeto che tanto ci deve sopportare ancora per poco...ma questo poco sembra non finire mai...

martedì 29 maggio 2012

Vita? No inferno! Punto.

Sola...sempre....
Come sempre mi ritrovo a tarda notte a svuotare il sacco in questo posto segreto per quasi tutto il mio mondo. Si perché non mi importa chi leggerà, sicuramente non persone a me vicine visto che ho detto a ben poche di loro di questo piccolo spazio che mi sono ritagliata. E questa sera devo confessare un peccato enorme... Oggi pomeriggio, per qualche strano motivo ho iniziato a inghiottire letteralmente biscotti....per poi finire con il viso gonfio, gli occhi stravolti e l'anima in pezzi. Poi arriva anche la brillante idea del super lassativo...dopo aver compensato sentivo qualcosa dentro, un mostro che mi attirava verso la busta da viaggio di mio marito...ero senza calze, mi sono guardata le gambe già segnate da cicatrici indelebili...ho pensato che avrei tanti voluto prendere quegli arnesi e iniziare il mio rituale...ma poi ho pensato a mio marito...a quanto lo avrei deluso se lo avessi fatto. Non sono una ragazzina, sono una donna e non posso permettermi più di nascondere a mio marito tagli, digiuni, abbuffate e compensazioni. Alla fine sono uscita dal bagno e sono andata a fumare in terrazza...sentendomi completamente uno schifo per l'abbuffata ma non provando il minimo senso di colpa per la compensazione. E qui casca l'asino...sono ancora troppo legata a questo rituale, nonostante sia consapevole dei danni che ogni volta mi provoco...e forse è proprio questo che voglio...annientarmi lentamente, consumarmi come una candela.

Venerdì avrei voluto scrivere ma ero così furibonda che non ci sono nemmeno riuscita: in sintesi questo è quello che è successo al centro. Lunedì sono andata dalla dietista e la bilancia segnava 1kg in meno rispetto a 15 giorni fa. Ok cazziata, ho spiegato che forse mi sto muovendo di più visto che sto sistemando finalmente la casa x il trasloco. Passo questi giorni ancora a pulire e il venerdì vado dallo psichiatra...mi dice che mi devo ripesare...io penso eh che palle mi avete pesata lunedì a che serve pesarmi oggi? Risultato? 1hg in meno di lunedì. Ok non prendiamoci x il culo 1hg può essere qualsiasi cosa, gonfiore, ritenzione, ecc ecc....ennesimo cazziatone da parte dello psichiatra....io gli dico che se non volessi ingrassare non avrei preso i 5kg che ho messo su...e butto via una seduta a parlare di questo peso del cavolo. É veramente frustrante...io ora secondo le tabelle sono normopeso, ma no, vogliono che aumenti ancora perché dicono che comunque in me c'è ancora un controllo malato sul peso...sono passata da attimi in cui avrei spaccato tutto ad attimi in cui mi sarei presa tutte le medicine che ho in casa. Non dico che sono guarita perché ho preso 5kg e potrei teoricamente andare bene così...ma perché devo essere sempre sminuita...già mi sento una merda per altri motivi che non sto qui ad elencare in questo momento...e poi sono così idiota da non essere nemmeno in grado di reagire quando lo psichiatra mi fa il mazzo. Rimango a guardarlo come un'ebete, piangendo, senza tirare fuori nemmeno un briciolo di rabbia...quella rabbia che poi rompe gli argini una volta fuori da quello studio. Se giovedì non sarò aumentata lo psichiatra non mi vedrà...per quanto deve continuare questo strazio? Quando sarò capace di dire basta e dare un taglio a tutto? Non ho le palle per farlo, questa è la verità, così come non ho avuto le palle per impedire ai miei di rovinarmi la vita, così come non ho avuto le palle per portare avanti il mio sogno di fare il medico. Mi dicono...hai una vita, un marito, non ti basta come motivazione per guarire? No, non mi basta...finchè mi sentirò una fallita, una mediocre, una nullafacente, una perdente, una senza palle, senza carattere, senza spina dorsale, senza autostima, vedo davvero difficile in miglioramento.. Certo che se lo psichiatra si sofferma su un etto in meno o in più che senso ha???? Serve solo ad alimentare la sofferenza, la frustrazione di avere un corpo che non si sente come il proprio...e io non riuscirò ancora per molto a resistere...lo sento...il crollo arriverà prima o poi...ed io come sempre rimarrò impassibile, succube degli eventi, ma con una voglia irrefrenabile di autodistruggermi....

giovedì 24 maggio 2012

Sempre più giù...


Questa sera sento il bisogno di scrivere...è come se avessi un peso sul cuore che non mi permette di respirare. Piano piano la casa sta prendendo forma, e più si avvicina il giorno del trasloco più mi assale la paura di non saper controllare la situazione. Non saprò mai essere una buona donna di casa, ho paura delle incombenze che mi aspettano. La mia vita cambierà e io non sono certa di essere in grado di reggere il passo a tutti questi cambiamenti. Mi sento svuotata, senza forze, eppure dovrei pensare che il mio sogno si sta lentamente realizzando...ma continuo a pensare alla mia inadeguatezza, alla mia inettitudine, al mio non essere e non vivere. Speravo in quel lavoro, ma ho tanta paura che sarà un fallimento: i giorni passano, nessuno si fa sentire e le speranze scivolano via. Sento vacillare ogni certezza, la paura mi sta facendo impazzire. Ci sono giorni in cui non riesco nemmeno ad alzarmi...dormire...morire...forse sognare...

lunedì 7 maggio 2012

Ansia


E' tardi, tardissimo... Ed io sono qui ancora sveglia... Non scrivo da un po' forse per pigrizia o forse perché ho ben poco da dire. Sono ancora in questa prigione, senza uno scopo, senza mezzo sentimento, vuota, senza vita... Domani e' giorno di pesata e sono veramente in ansia...sono diventata enorme e mi faccio ancor più schifo di prima. Vorrei essere magra...ma so già che non basterebbe...continuo a pensare che il problema sia il peso quando invece non lo e'...e lo so benissimo. Eppure ogni volta ricado nella stessa trappola che mi sono autocostruita. Ho preso un bracciale questa settimana... Su chiama libertà....forse e' quella che anelo da sempre, così come l'amore. Mi sento sempre sola, sempre obbligata a prendere decisioni imposte da altri...io non esisto ed e'per questo che questa notte più che mai desidero diventare una farfalla...

venerdì 13 aprile 2012

Stelle e farfalle


In queste due settimane due mie amiche hanno perso l'una il padre e l'altra la madre. Queste notizie mi sono piombate addosso come un secchio di acqua gelida. Soprattutto per quanto riguarda la mamma. Era una donna con un carattere di ferro, solare, con la voce squillante. Non meritava di morire a 54 anni con una figlia sedicenne e un'altra ventisettenne. Continuo a pensare a questa mia amica...molto tempo ci separa, abbiamo preso strade diverse ma io l'ho sempre considerata un esempio, essere come lei era il mio sogno. Bella oltre misura, intelligente, forte, dinamica, ambiziosa...insomma tutto l'opposto di ciò che io sono.
Intanto ho preso un altro chilo. Mi faccio schifo da sola. Lo so che e' giusto così, ma la mia testa non vuole accettare un corpo così...
Oggi inoltre ho sentito una mia ex compagna di ricovero...aspetta un bambino...quanta invidia (positiva) provo...vorrei tanto un figlio, lo vorrei più di qualsiasi cosa al mondo. Eppure dobbiamo aspettare chissà quando. Per mio marito credo che il giorno giusto non arriverà mai...e questo mi fa molto soffrire...so che non sono la persona più stabile del mondo, ma un figlio, non posso nemmeno pensare alla gioia che proverei.
Altro fronte: la nonna ieri ha iniziato la chemio, il mio inconscio non ha ancora accettato la cosa...e' come se non riguardasse me e ciò mi imbestialisce.
In questo post un po' senza senso voglio dedicare a L. il mio pensiero, mamma meravigliosa e amica indimenticabile...

martedì 3 aprile 2012

No feelings....


Ho dovuto riflettere prima di tirare fuori qualcosa da tutta questa situazione. Venerdì mia madre mi ha detto che la nonna, colei che mi ha cresciuta, amata, curata fin agli 11 anni, ha un tumore. Non voleva dirmelo, mia madre. Voleva proteggermi...ho 27 anni posso anche stare male per le mie cose, ma la comunicazione???? Sono ancora stordita, non riesco a elaborare dentro di me quello che sta succedendo. Prima l'Alzheimer, ora questo...no mia nonna aveva il diritto di vivere la sua vecchiaia in tranquillità vedendo i miei figli...e molto probabilmente questo non succederà ... La cosa per me e' straziante. E ciò che più mi fa arrabbiare e' che anche ora che sto scrivendo non sento nulla, come se stessi raccontando la storia di un'altra persona. Oggi sono andata al centro, non mi hanno pesata...meglio...meno numeri vedo meglio e'. La settimana prossima non ci sarà lo psichiatra, spero non accada nulla...l'umore e' a pezzi...domani termineranno di montare la cucina...vorrei poter saltare avanti di un mese, vorrei vorrei vorrei....troppe cose...materiali, psicologiche, spirituali...vorrei serenità...la posso raggiungere ma devo fare davvero tanto. Ho dentro tanta paura! Troppa paura! Paura di tutto...di me e di quanto devo ancora fare per allontanare da me questa malattia che ogni giorni riesco ad alimentare in qualche modo. Che titolo dare a questo post? Mah ho solo sproloquiato un po' per liberarmi, per il resto aria...

martedì 27 marzo 2012

Dopotutto domani è un altro giorno...

Eccolo...il temuto "altro giorno"...tutto è andato bene, anche se sono davvero stanca. Oggi ho combinato un po' di pasticci con vernici e cementite, ma nulla di irreparabile...ho continuato con l'armadio, rifinendo i fiocchi, e poi ho iniziato con il pavimento. Il parquet sepolto sotto strati di polvere...tutta la giornata a cercare di togliere quello schifo senza nemmeno avere risultati apprezzabili...domani altra sessione...devo vedere quel maledetto parquet splendere. Domani visita dalla dietista e da Mr. L. Io vorrei tanto capire, ma effettivamente non è la mia vita, ho già parecchi problemi io, e non devo accollarmi anche quelli altrui. Vorrei tanto staccare la spina, staccare da questo mondo, staccare da tutto e da tutti...ogni giorno penso al ricovero che mi avevano proposto e mi pento di non averlo accettato...avrei potuto prendere il cucciolo tra qualche mese, quando stavo bene, invece ora mi sento in trappola. Non posso pretendere il ricovero perchè ora il cucciolo dipende da me ed è una mia responsabilità, ma molte volte sento davvero che da sola non riuscirò ad andare avanti...lo so che non sono sola, ma come sempre sapere che c'è un luogo dove per un po' posso pensare solo ai miei problemi, senza interferenze, e non poterci andare...mi fa impazzire...
Beh...che dire...concluderei con la frase di quel meraviglioso film che ho già citato all'inizio:



"Oserestidire, miss Rossella O'Hara, che la terra non conta nulla per te? Ma se è lasola cosa per cui valga la pena di lavorare, di lottare, di morire, perché èla sola cosa che duri"

"Traila forza da questa terra, da Tara, Rossella. Tu ne sei parte ed essa è parte dite"

"Tara...A casa... A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopo tutto, domaniè un altro giorno"

"Sosolo che ti amo" "Questa è la tua disgrazia""Aspetta...Rhett. Rhett, se te ne vai, che sarà di me, che farò?""Francamente, me ne infischio"
"Ma di una cosa sono certo: che vi amoRossella. A dispetto vostro e mio, a dispetto dello stupido mondo che ci crollaintorno, vi amo. Perché siamo tutti uguali, gentaglia tutti e due, egoisti escaltri, ma capaci di guardare le cose in faccia e chiamarle con il loronome" 

"Aprite gli occhi e guardatemi. No, non vi bacerò neanche, benché neabbiate bisogno. È questo il guaio: dovreste essere baciata, e spesso, e da unesperto"

"E'un soldato del Sud che vi ama, Rossella, che vuole stingervi tra le sue braccia,che vuol portare con sé il ricordo dei vostri baci. Non mi importa che miamiate: manderete un soldato incontro alla morte con un dolce ricordo. Rossella, baciami. Baciami ora!"

Autopsia di un' abbuffata

La sveglia suona, e' lunedì, mio marito parte per andare al lavoro. Io vado in cucina e do la pappa a Ugo. Sono le 8, una colazione ci sta, mi dico. E colazione sia. Latte e biscotti. Io e Ugo torniamo in camera con i pancini pieni...riposiamo un po' e poi mi accingo a scendere per continuare con il mio armadio. Sono tesa, non so perché, e' da due giorni che sento quelle maledette ossessioni tornare in me...le sento, stanno prendendo piede, si stanno creando un piccolo spazio per poi uscire prontamente. Non le ascolto, continuo il mio lavoro. Il pasto e' veloce, do la pappa al cane...piccola pausa sigaretta post pranzo e inizio a state male...perfetto! Ci mancava l'influenza intestinale. Passo un po' di tempo a giocare con Ugo e a riposare. Quando mi sveglio, l'idea e' già li, stampata nel cervello: ABBUFFATA. Vado in cucina e nel giro di poco mangio ciò che non può essere considerata un'abbuffata oggettiva, ma il controllo che ormai ho perso, deve essere ripreso. Il bagno e' la prima direzione. Compensare mi da' l'illusione di state meglio. Intanto la pancia protesta ancora e sto ancora male. Mi dico che ho compensato poco e maledico ogni cellula del mio corpo per non aver saputo fare di meglio. Scrivendo le cose a freddo mi sembra di non provare nulla, come se nulla mi appartenesse. E' terribile. Eppure non voglio sentire nulla, solo il dolore lenisce altro dolore...che gran controsenso. So che sarà una settimana difficile soprattutto mercoledì , ho davvero paura di combinare qualche disastro. Per tornare all'abbuffata di oggi: nulla di irreparabile mi dico, domani e' un altro giorno e non ci saranno abbuffate. Non ci saranno perché io non lo permettero' già troppe volte ho fatto scrupolosamente l'autopsia a tutte le abbuffate che facevo...la lista e' lunga, lasciamo che non lo diventi ancora di più.

lunedì 19 marzo 2012

Solo una parola: disgusto

Oggi doveva essere una giornata tranquilla, piacevole...io e mio marito a spasso per cambiare un po' la routine dei nostri fine settimana...e invece si è trasformato nella solita abbuffata compulsiva fatta di smalti, abiti, bijoux...senza freni, senza fermarmi a pensare. No...quello che vedevo e volevo, doveva essere mio. Quando l'abbuffata è terminata è arrivata la solita sensazione, identica a quella che mi assale quando mi abbuffo, senso di colpa e soprattutto senso di disgusto verso la mia persona e verso quello che faccio e che sono. Ho 27 anni, sono sposata, non dovrei essere come una bambina, che quando vede una cosa la vuole, dovrei essere una donna che si sa dare delle priorità, ma in quel momento nulla mi permette di pensare razionalmente, devo comprare, devo avere...La cosa positiva dell'abbuffata di cibo è il senso che mi da la compensazione, mi libera da tutto, mi fa sentire meno sporca, mi redime in qualche modo. Queste abbuffate invece non hanno un modo per compensare, anzi, tutto è peggio, il senso di colpa rimane incastrato in gola, il senso di colpa verso tuo marito ti assale ogni volta che lo guardi e pensi che sei uno schifo di moglie, che peggio di te non c'è altro.
I pensieri che hanno attraversato la mia mente durante il viaggio di ritorno erano davvero dei peggiori, ho vagliato ogni possibilità per punirmi, ho vagliato ogni piccolo e recondito angolo della mia anima sporca per trovare qualcosa che mi facesse credere che non sono la persona che mi sento. Non è servito a nulla. Sono assolutamente certa che se davvero esistesse un inferno, io andrò drittà la...non c'è salvezza per me. Solo perchè ho rifatto un armadio non vuol dire che sia una persona migliore, non vuol dire nulla. Quando la casa sarà pronta cercherò un lavoro, non posso essere dipendente in questo modo, non posso costantemente chiedere agli altri. Devo avere la forza per costruirmi un futuro...anche partendo dal basso...quando saremo nella nuova casa sarà davvero tutto diverso e io inizio seriamente ad avere paura di non saper gestire la situazione...potrei andare avanti ancora a scrivere...uscirebbero solo insulti verso la mia persona, ormai chi sono non lo so più. Mi sono trasformata in un diavolo draconiano che ha completamente fagocitato la mia anima...non esiste più...c'è solo fumo, polvere, buio....

mercoledì 14 marzo 2012

Il piccolo cioccolatino!

Finalmente sabato e domenica abbiamo trascorso un bel week end a Scarlino e poi siamo andati a prendere il nostro piccolino. La Banda Bassotti e' tutto un programma: 15 bellissimi cani che ti salutano festosi come se non ti vedessero da anni. Li avrei portati tutti con me. Mi saltavano addosso, volevano riempirmi di baci...e' stato davvero bellissimo...i cuccioli ovviamente erano in casa...il nostro piccolino e' davvero un microbo, il più piccolo del gruppo. Ovviamente ci ha conquistato immediatamente. Ci siamo fermati a parlare un po' con Chiara, la mamma della Banda! E' una persona davvero speciale, ha un amore infinito per i bassotti...si percepisce...da tutto il suo essere. Purtroppo abbiamo preso Ughetto e separato dalla mamma Iolanda, una bassotta arlecchino chocolate davvero stupenda. Anche per Chiara non e' stato facile lasciare il piccolino, ma purtroppo per lei ha dovuto dirgli addio. Il viaggio e' stato un po' travagliato ma finalmente abbiamo potuto varcare la soglia di casa con Ughetto. Lui e' spaesato, ora speriamo che si ambienti in questi giorni... Non voglio traumatizzarlo per la vita, voglio che diventi un adulto socievole e simpatico. Ogni giorno ho paura di quello che faccio, di come mi comporto, come se fossi una mamma con un neonato. Il paragone e' un po' ardito, ma l'ansia e' davvero tanta. Domani pesata e fortunatamente colloquio con i terapeuti...sto perdendo le forze, ho paura, non voglio tornare indietro, voglio solo andare avanti...

mercoledì 7 marzo 2012

Un piccolo stop

Volare via....


Sono stati giorni densi, giorni in cui ero molto presa dal mio progetto dell'armadio. Ho lavorato molto, sono soddisfatta, era tutto positivo...eppure...eppure oggi e' stata una giornata difficile. La mattina le visite di routine al centro, la comunicazione con il terapeuta e' migliorata, quella con la dietista sicuramente meno. Oggi e' come se fossi tornata indietro di due settimane, la depressione e' tornata, l'inutilità di questa giornata e' stata estenuante. Spero sia solo uno stop magari dettato da un po' di stanchezza fisica e mentale. Ogni giorno cerco il sole caldo, ma oggi c'era vento, un vento pungente che non ha permesso al sole di penetrare nel mio essere e di trovare un po' di caldo e di ristoro. Beh questa settimana finalmente il nostro cucciolo verra' a casa...e con lui tutte le paure legate al fatto che non so se sarò in grado di gestirlo. Ho davvero paura, mi sento demotivata. Forse basterà averlo qui un giorno per cambiare idea, intanto aspetto e sogno...ti prego...dolce notte...portami sogni sereni, che mi lascino la dolcezza tipica di quando sogni qualcosa di piacevole...quel calore che cerco e che non trovo nella vita reale...

domenica 26 febbraio 2012

Un guizzo di primavera

Sono qui...cullata da un tiepido sole primaverile...dopo i rigori dell'inverno questi raggi sembrano ancora più caldi di quelli estivi. Intorno a me la pace di un'asonnata domenica pomeriggio...in lontananza un lieve scampanio di quei campanelli che si appendono in giardino come scacciaspiriti. Il pranzo e' andato bene, ma il lato fisico comincio a cedere...sento addosso quei kili.
Oggi mio suocero e' stato un tesoro, mi ha smontato tutte le ante dell'armadio che sto rifacendo e mi ha creato una base di lavoro per fare meno fatica...ho proprio voglia che il mio progetto prenda forma...e' forse la prima volta che mi dedico ad un lavoro così grande e impegnativo. Non mi spaventa, insomma deve essere una cosa che piace a me quindi al diavolo il giudizio degli altri.

giovedì 23 febbraio 2012

Work in progress

E' da più di una settimana che non pubblico nulla, forse perché sono in una fase riflessiva davvero profonda. Mercoledì sono finita nuovamente al pronto soccorso per un nuovo forte attacco di ansia. Ho parlato un po' con un medico che poi ha deciso di modificarmi la terapia farmacologica. Per lui avrei bisogno di un nuovo ricovero, cosa che credevo anch'io fino a quel momento. Qualche giorno dopo mi ricontatta la ragazza che avevo sentito per il cucciolo di bassottino. Le persone che lo avevano richiesto hanno rinunciato e se voglio lo posso prendere io. Non so quale magia si scatena dentro di me: mi sento felice, l'attesa di un cucciolo mi provoca una strana euforia...euforia che contagia anche gli altri ambiti della mia vita. Nulla di sconvolgente, sia chiaro, ma si materializza davanti a me la consapevolezza che forse posso farcela da sola, senza un altro ricovero ma pur sempre supportata dall'equipe che mi sta seguendo. Lunedì e' giorno di pesata, altri quatto etti in più. Reagisco bene, ora devo vedere l'internista e gli altri medici per valutare come procedere. Sento dentro di me qualcosa di strano, le ossessioni sul cibo e sul corpo si sono attenuate e la paura di ingrassare non e' il pensiero centrale di ogni mia giornata. Sono riuscita addirittura a progettare di rinnovare un vecchio armadio, ho iniziato ieri, anche se oggi avrei dovuto proseguire ma ho avuto problemi ad uscire di casa. Questa maledetta ossessione non mi abbandona...devo lavorarci molto. Un altro aspetto positivo che devo registrare e' il fatto che ho chiesto a mio marito di prendermi una pizza...probabilmente era da più di un anno che non ne mangiavo una...e sono orgogliosa di averlo fatto. Voglio combattere, voglio portare avanti questi piccoli progetti, voglio che mio marito sia fiero di me, perché lui e' la mia motivazione, la ragione per cui sono ancora qui...venerdì sarà un giorno importante, spero di prendere la decisione migliore per me e per il mio futuro...

lunedì 13 febbraio 2012

La mia matrigna cattiva...

"Specchio servo delle mie brame...chi e' la più bella del reame?" andava ripetendo Grimilde, la matrigna di Biancaneve...eppure non si accontentava di sentirsi dire che era lei la più bella...doveva sbarazzarsi di quella ragazzina per tenere nuovamente tra le mani lo scettro della bellezza incontrastata...
Ripensandoci bene credo che uno specchio magico mi servirebbe a poco quando ho tante persone che ogni giorno cercano di dirmi le molteplici qualità che secondo loro ho il privilegio di possedere. Eppure nessuno ha ancora capito che la bellezza non mi interessa, non mi importa proprio, anzi odio quando mi dicono che sono bella. Nel mio perseverare in questa malattia io cerco solo di farmi piccola, così piccola da divenire trasparente, invisibile a tutto e a tutti...e non sentirò così più nulla, nessuna sofferenza, nessun senso di colpa, nessuna frustrazione... Mi rendo conto quanto queste siano parole malate, visto che il mio terapeuta preferito ha più volte ribadito che se voglio uscire da tutto questo devo avere un progetto. E non mi sembra proprio che l'autodistruzione sia un progetto molto costruttivo...Purtroppo ho perso tutta l'ambizione che avevo una volta...come ho già precedentemente detto credo che ora dovrei soffermarmi su qualcosa di semplice, un progetto che mi appassioni ma che per il momento non risulti eccessivamente pesante. Non mi piace quando la gente mi fa sentire malata, perché una parte di me continua ancora a negare tutto questo...per gli altri sembro in punto di morte, per la dietista, per mio marito che ogni sera probabilmente si chiede se mi troverà ad aspettarlo oppure no...forse da questi segnali dovrei capire che nessuno mi sta ingannando e che forse hanno ragione loro...
In questi giorni, dopo aver recuperato un po' di peso, ho avuto un po' un contraccolpo...e' tornata la voglia di restringere, sono tornati i pensieri sui quali ora non mi voglio soffermare per non dare troppo spazio alla malattia... Voglio conservare quel briciolo di razionalità che mi e' rimasta...perché se perdessi anch'essa ho paura che non sarei più in grado di recuperare nemmeno quella esile corda che ora mi tiene aggrappata alla vita.
Dopo aver preso la mia terapia ancora 2 ore fa mi ritrovo qui con dolori lancinanti alle gambe e al ventre...credo di aver sottovalutato il fatto che il mio corpo si stia ribellando. In fondo purtroppo sono giunta a pensare che non mi importa di quello che succede a questo corpo...altro pensiero malato da eliminare...per il progetto che ho in mente il corpo deve essere sano...quindi devo togliermi dalla testa questa idea malata che vessare il mio corpo sia come fare ammenda di tutti i peccati e le colpe che mi sento gravare addosso.
Giorno per giorno cerco di dipanare la matassa...non e' facile quando tutto e' così intricato, ma con un po' di pazienza e buona volontà credo che potrò farcela!
Ora come sempre provo a chiudere gli occhi e a staccare un po' il cervello...domani e' un'altra giornata ed io dovrei riuscire almeno a mettere il naso fuori dalla porta...devo farlo! Niente scuse!

domenica 12 febbraio 2012

Nocturnal Confused words...

Sad...empty...hate...love...skinny...faith...numbers...food...mind...sleep...eat...life...

pain...regret...guilt...cage...loss...freedom...motivation...weight...ring...drugs...depressed...

obsession...hunkers...anorexia...tears...heart...body...brain...win...failure...necessity...listen...

judge...comprehension...target...project...

sabato 11 febbraio 2012

Le mie mille solitudini

Questa sera sono sola a casa, per l'ennesima volta ho lasciato che mio marito uscisse da solo con i nostri amici...sto sbagliando, lo so. Sto sbagliando come moglie, eppure non faccio nulla per migliorare questa situazione. La mia solitudine è immensa, ma ci convivo, ormai è come una sorella...sono sempre stata sola, fin da piccola. Preferivo giocare da sola, inventarmi storie, crearmi mondi paralleli, vivere vite di principesse o di eroine. Quando sei piccola e non hai poi tante preoccupazioni riesci a riempire questo vuoto con giochi infantili, senza che ciò diventi troppo pesante per la tua anima, anzi, molto spesso quando il tuo spazio viene invaso provi fastidio, e vorresti essere lasciata sola. Crescendo, aumentano i pensieri, la vita diventa più frenetica, più viva...ma la mia solitudine rimane...rimane quando sono a casa, isolata in quel posto dimenticato da dio, rimane quando sono con gli altri, perchè mentalmente mi isolo da tutto e da tutti. La prima volta che la mia solitudine è stata scalfita accade quando alle superiori inizio una storia con un ragazzo...la sua solitudine si unisce alla mia e così si annienta...Trascorro un periodo davvero sereno, in cui mi sento amata, in cui nulla mi fa paura, anche se ora a posteriori, riesco a intravedere le prime avvisaglie del mio disagio fin da questo periodo. Mia madre mi pressava continuamente sull'aspetto fisico, così iniziai una dieta che mi fece si perdere peso, ma anche diventare ossessiva. Come poteva un ragazzino di 17 anni sopportare le ossessioni di una persona che stava sprofondando nei disturbi del comportamento alimentare? Il mio mondo crolla sotto i colpi di questa separazione...trascorro un periodo di follia e decido di ricominciare...entra nella mia vita colui che sarà poi il mio attuale marito. L'inizio è sempre spumeggiante, vedi tutto rosa, anche se per me i problemi arrivano subito, visto che la mia famiglia mi obbliga a fare delle scelte che non condivido. La pressione psicologica e' forte, a casa non vengo considerata da nessuno, tanto che nemmeno io considero quella come casa mia. Infatti da bambina sono cresciuta con mia nonna e mia zia, sorella di mia madre, perché i miei genitori erano impegnati nelle loro attività lavorative. La solitudine e' stata compagna di molte giornate, mi sentivo abbandonata da mia madre, e nonostante tutto lei era la persona che volevo più di chiunque altro. Mia madre...anoressica fin dai tempi delle medie, incinta era 44kg...con una babà nella pancia...il mio amore per lei era viscerale, ogni volta che andava via piangevo per ore...sia chiaro mia nonna e' una persona meravigliosa e la amo tantissimo, ma da piccola io desideravo ardentemente l'amore di mia madre. La sua storia racconterebbe un'altra solitudine, in quella casa sconosciuta e ostile, anche lei costretta a prendere decisioni obbligate, anche lei provata psicologicamente tanto da avere un tracollo quando io ho 3 anni ed essere ricoverata per esaurimento (versione di mia madre), perché non mangiava (versione di mia nonna). Io, come lei, vengo presa un bel giorno da casa di mia nonna e portata a casa di mamma e papà, vengo portata in una scuola privata perdendo così tutti gli amici e ricomincio. Beh la solitudine che adesso mi sono creata dipende solo ed esclusivamente da me...dalle mie paure e dalle mie paranoie, sono io che mi costringo a questo isolamento forzato, sperando che queste quattro mura dipinte di rosa mi aiutino...ma se non sono io la prima che decide di aiutarsi temo che ci sarà ben poco da fare. Oggi non sono stata molto bene, ho edemi alle gambe e problemi addominali...ho paura di aver perso peso e non me lo posso permettere... E' davvero tardi...devo dormire...o almeno provarci...su sonno ristoratore, cala sui miei occhi e libera la mia mente da pensieri insidiosi...io ti aspetto...

venerdì 10 febbraio 2012

La colonna spezzata

Frida Khalo    
Adoro Frida...adoro i quadri di Frida, così struggenti, così colmi di dolore, sembra che ogni pennellata comunichi sofferenza, la sua sofferenza, la sofferenza di una donna che pur avendo un corpo segnato da un grave incidente, ha affrontato a testa alta tutte le difficoltà della sua vita. Soffriva Frida, eppure combatteva in ciò in cui credeva. Nonostante tutto dipinse un quadro con la scritta "Viva la Vida"...perchè infondo lei amava la vita, anche se era stata privata di molte gioie, non ultima quella di avere un figlio.
Ironia della sorte, Frida scrisse quella frase su una succosa anguria...quasi un messaggio per una come me, che dovrebbe pensare ogni giorno che la vita vale la pena di essere vissuta. Invece io ogni giorno mi arrovello il cervello pensando come fare a distruggerla. Sarebbe bello capire il perchè, sarebbe bello che io fossi sincera con me stessa e riuscissi a dire che cosa non va. Facile dire sono grassa, mi faccio schifo, odio il mio corpo...voglio distruggerlo. Ma poi?
Ciò che l'acqua mi ha dato
Quelle poche volte in cui mi capita di utilizzare la vasca da bagno anzichè la doccia dentro la mia testa si materializza istantaneamente un altro quadro di Frida "Ciò che l'acqua mi ha dato"...immagini di paura, sessualità, memoria e dolore galleggiano nell'acqua della vasca da bagno, dalla quale affiorano i piedi. Simboli, tanti simboli per descrivere un'ossessione, quella del suo corpo martoriato.
Con l'avanzare dell'età le sofferenze diventarono sempre maggiori, tanto che Frida fu costretta a letto per molto tempo e dipinse nuovamente autoritratti. Quello che in questo momento mi suscita maggiori pensieri è "Senza Speranza"... Visto con i miei occhi, offuscati da ciò che ora è il mio presente, sembra di vedere un imbuto che la obbliga a mangiare... eppure cercando delle critiche di persone esperte del settore capisco quanto la mia mente sia deviata dalla malattia. Il curatore dell'ultima mostra che si è tenuta a Milano, Achille Bonito Oliva, sostiene che "Nel costante passaggio dalla forma all’informe mi pare che sia ravvisabile una ricorrente idea di metamorfosi, idea, sempre vitale, di passaggio dalla vita alla morte, la circolarità della morte che torna alla vita. E’ un’idea legata a una sensibilità anche un po’ spagnola, controriformista, e c’è una “nerità” di fondo nella pittura di Frida Kahlo, che non è un colore quanto un atteggiamento dell’anima, una posizione della mente che quando dice vita ricorda anche la morte, quando allude alla morte allude anche alla speranza della vita." 

Passaggio dalla vita alla morte...ogni giorno ci penso...ogni giorno penso che sto sprecando tempo e che questo tempo non mi sarà reso da nessuno...eppure la mia voglia di scomparire permane, la voglia di autoinfliggermi qualsiasi punizione pur di stare male...perchè la verità è che io non merito di essere felice, non merito perchè non sono in grado di lottare, sono solo una persona mediocre, una fallita che cerca di arrabattarsi come può, finchè non arriverà quel giorno in cui prenderò una decisione. Non so che decisione prenderò, o forse lo so da tanto ma ho paura di affrontare entrambe le strade e così rimango qui, inerte, contando i minuti che mancano alla fine di un giorno e all'inizio di quello dopo.

Quando dice vita ricorda anche la morte, quando allude alla morte allude anche alla speranza della vita.

Giorno di pesata

Oggi è giorno di pesata al centro dca...è sempre un giorno particolare, un giorno che fa salire l'ansia alle stelle e che ti mette davanti alla malattia; nuda di fronte a quel mostro che piano piano ti sta divorando. Ebbene, oggi, dopo mesi e mesi ho segnato una piccola vittoria...sono riuscita ad aumentare di qualche etto, senza controllare o peggio senza avere incontri ravvicinati con il wc.
Odio l'attesa in quella piccola stanza, dove tante altre ragazze come me aspettano di essere ricevute da psichiatri, dietiste e psicologhe. Ogni volta vedo volti diversi e ovviamente non posso che soffermarmi a guardarle, a guardare i loro corpi, a guardare il mio, come se ci fosse una palla da tennis invisibile che rimbalza continuamente da loro a me e da me a loro. Si capisce che è così anche per loro, che anche loro scrutano ogni centimetro del mio corpo per cercare di vedere se sono più ossute di me...fortunatamente ogni tanto passa un'infermiera che si ferma sempre a salutarmi (visti i 7 mesi totali di ricovero mi conoscono tutte) e a distogliermi per un attimo da quei pensieri ossessivi che dovrei evitare. Poi arriva lei...la "Regina di Cuori", così soprannominata durante il primo ricovero perchè quando si arrabbiava pareva urlare "Tagliatele la testaaaa!".... il suo studio è angusto e ha un nonsochè di asettico, tranne per le 2 fatine che sono sulla sua scrivania. Il suo "Spogliati"...suona così perentoreo che non disobbedirei mai...lei accende quel marchingenio infernale e io, tremante, appoggio i piedi su quel quadrato nero, nella speranza di sprofondare o di essere teletrasportata chissà dove. I numeri all'inizio sembrano impazzire, poi si fermano...mentalmente cerco di fare subito il calcolo di quanto sono aumentata....SI perchè in questi dieci giorni avevo il compito di aumentare...riesco solo a dire "Non mi dica che non è contenta"...dentro sono confusa. Confusa ma non così traumatizzata come credevo... ho fatto dopo tanto tempo la cosa giusta, sono riuscita a prendere un po' di peso e a viverlo in modo quasi normale...dico quasi perchè ovviamente le paranoie sono ad un livello abbastanza elevato, così come le ossessioni che mi portano costantemente davanti allo specchio per vedere ogni minimo cambiamento del mio fisico. Parliamo un po'... devo dimostrare di credere in quello che sto facendo, devo mantenere questo trend positivo ancora per 10 giorni, così poi potrò riprendere la psicoterapia, lavorare sul dolore che ho dentro, senza pensare al cibo... mi congedo dalla "Regina di Cuori" con la promessa vera di impegnarmi e con la speranza di riprendere la psicoterapia al più presto. Arrivo a casa... come un'automa mi dirigo in camera, nel mio mondo, che a fatica riesco ad abbandonare. I pensieri mi spingono a buttarmi sul letto, sotto una montagna di coperte, come per nascondermi da chissà quale mostro. Gli occhi si fanno pesanti, un sonno senza sogni cala su di me...mi faccio portare via...per non pensare, per non annegare nel mare delle ossessioni che come onde di una tempesta mi sommergono. Mi sveglio... ma rimango a letto... è un modo per non sentire... penso che avrei voglia di fare una passeggiata, ma fuori è davvero freddo...i pensieri tornano...con un meccanismo veramente stupido...basta sfiorare con la coda dell'occhio l'armadio e si scatena la lotta interna senza fine. La serata scivola via tranquilla, cercando di non pensare, cercando di fare altro.
Eppure oggi 9 febbraio ho vinto io! Io sono riuscita a prendere quei macaron della foto che ho scelto per questo post, e a voltare le spalle a colei che voleva privarmi di questa delizia. Io li ho mangiati, voltandole le spalle, e cercando di non ascoltare il suo canto tentatore. Ora non mi resta che andare e soprattutto guardare avanti...prossimo appuntamento al 20 febbraio...con la speranza di segnare un altro punto a mio favore.