sabato 16 giugno 2012

Persone, pensieri, ricordi...


Uno dei suoi cartoni animati preferiti...Il mio amico Totoro


Aspetto...sono qui seduta nella sala d'attesa del centro dca, per vedere la psichiatra. Odore di disinfettante, di ospedale...prima sono passate le ragazze, probabilmente hanno aggiunto una passeggiata anche il sabato mattina per chi è in seconda fase...tra di loro un'amica, compagna di quasi sette mesi di ricovero. Questo è il quarto per lei...ha 32 anni ed un talento innato per tutto ciò che si può fare a mano: l'ho vista lavorare a maglia maglioncini, sciarpe, cappellini...ma ciò che esprime meglio la sua creatività sono i suoi disegni...illustrazioni di donne ad acquerello con fianchi enormi, colli lunghi e vita sottile. Sarebbe interessante indagare sul perché lei ami questi soggetti...ama il colore, ama il Giappone, ma non ha mai imparato ad amare se stessa...durante il secondo ricovero eravamo compagne di stanza...ero molto legata a lei...poi mi hanno dimessa e poco prima del matrimonio lei mi ha scritto una lettera in cui diceva che per un po' voleva staccarsi da me...io ho cercato di capire, di giustificare, ma il mio cuore comunque piangeva. Io sentivo che con lei non alimentavo la malattia, ma condividevo solo un po' del peso che portavo dentro e sapere che lei mi vedeva quasi un ostacolo alla sua guarigione è stato logorante. Dopo le sue dimissioni so ben poco di lei, so che va a New York a trovare la sorella e che come sempre li non gestisce la situazione e arriva al tracollo. La incontro a marzo, in questa stessa sala d'attesa, sembrava che le avessero tolto tutto il sangue che aveva nelle vene: bianca come un lenzuolo e sempre più esile. Anche io sono cambiata, dall'ultima volta che mi ha visto ho perso 10kg e non sto bene...vengo dalla dietista perché lo psichiatra non mi vuole vedere per il drastico calo di peso. Anche lei come me, solo dietista. Non parliamo mai in sala d'attesa, se non solo con domande di circostanza che non scalfiscono nulla di ciò che abbiamo realmente dentro. Poco dopo lei viene nuovamente ricoverata...la mia vita va avanti a tentoni, certe volte penso che avrei dovuto insistere di più per un altro ipotetico ricovero...ma il matrimonio e tutto il resto mi bloccano. Già stare in questa sala d'attesa mi fa quasi stare meglio...stupide illusioni... Ho sempre sperato che lei riuscisse ad uscirne, ma è così da 15 anni, capisco benissimo la sensazione...ormai tu sei il disturbo, ormai tu non esisti più, c'è solo questa routine infinita di autodistruzione, una spirale che ormai ti ha avvolto e tu stai li nel mezzo, facendoti trascinare dalle folate di vento...Prima quando è passata mi ha sorriso e dato un bacio, sono arrivata quasi alle lacrime e tutt'ora sento che gli occhi mi bruciano e che sono bagnati...io le voglio bene e spero che davvero questa volta sia l'ultima volta, l'ultimo ricovero, perché ormai a 32 anni ti sei quasi giocata la vita per inseguire una malattia che ti ha distrutta. Forza piccola, provaci, resisti, non puoi continuare così. Vorrei esserti d'aiuto, esserti vicina, ma so che non è possibile...non mi resta che sperare che qualcosa possa davvero cambiare. Ti voglio bene...questo post e la foto sono per te, anche se non li vedrai mai non importa. Sei e sarei nel mio cuore per sempre...

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