sabato 11 febbraio 2012

Le mie mille solitudini

Questa sera sono sola a casa, per l'ennesima volta ho lasciato che mio marito uscisse da solo con i nostri amici...sto sbagliando, lo so. Sto sbagliando come moglie, eppure non faccio nulla per migliorare questa situazione. La mia solitudine è immensa, ma ci convivo, ormai è come una sorella...sono sempre stata sola, fin da piccola. Preferivo giocare da sola, inventarmi storie, crearmi mondi paralleli, vivere vite di principesse o di eroine. Quando sei piccola e non hai poi tante preoccupazioni riesci a riempire questo vuoto con giochi infantili, senza che ciò diventi troppo pesante per la tua anima, anzi, molto spesso quando il tuo spazio viene invaso provi fastidio, e vorresti essere lasciata sola. Crescendo, aumentano i pensieri, la vita diventa più frenetica, più viva...ma la mia solitudine rimane...rimane quando sono a casa, isolata in quel posto dimenticato da dio, rimane quando sono con gli altri, perchè mentalmente mi isolo da tutto e da tutti. La prima volta che la mia solitudine è stata scalfita accade quando alle superiori inizio una storia con un ragazzo...la sua solitudine si unisce alla mia e così si annienta...Trascorro un periodo davvero sereno, in cui mi sento amata, in cui nulla mi fa paura, anche se ora a posteriori, riesco a intravedere le prime avvisaglie del mio disagio fin da questo periodo. Mia madre mi pressava continuamente sull'aspetto fisico, così iniziai una dieta che mi fece si perdere peso, ma anche diventare ossessiva. Come poteva un ragazzino di 17 anni sopportare le ossessioni di una persona che stava sprofondando nei disturbi del comportamento alimentare? Il mio mondo crolla sotto i colpi di questa separazione...trascorro un periodo di follia e decido di ricominciare...entra nella mia vita colui che sarà poi il mio attuale marito. L'inizio è sempre spumeggiante, vedi tutto rosa, anche se per me i problemi arrivano subito, visto che la mia famiglia mi obbliga a fare delle scelte che non condivido. La pressione psicologica e' forte, a casa non vengo considerata da nessuno, tanto che nemmeno io considero quella come casa mia. Infatti da bambina sono cresciuta con mia nonna e mia zia, sorella di mia madre, perché i miei genitori erano impegnati nelle loro attività lavorative. La solitudine e' stata compagna di molte giornate, mi sentivo abbandonata da mia madre, e nonostante tutto lei era la persona che volevo più di chiunque altro. Mia madre...anoressica fin dai tempi delle medie, incinta era 44kg...con una babà nella pancia...il mio amore per lei era viscerale, ogni volta che andava via piangevo per ore...sia chiaro mia nonna e' una persona meravigliosa e la amo tantissimo, ma da piccola io desideravo ardentemente l'amore di mia madre. La sua storia racconterebbe un'altra solitudine, in quella casa sconosciuta e ostile, anche lei costretta a prendere decisioni obbligate, anche lei provata psicologicamente tanto da avere un tracollo quando io ho 3 anni ed essere ricoverata per esaurimento (versione di mia madre), perché non mangiava (versione di mia nonna). Io, come lei, vengo presa un bel giorno da casa di mia nonna e portata a casa di mamma e papà, vengo portata in una scuola privata perdendo così tutti gli amici e ricomincio. Beh la solitudine che adesso mi sono creata dipende solo ed esclusivamente da me...dalle mie paure e dalle mie paranoie, sono io che mi costringo a questo isolamento forzato, sperando che queste quattro mura dipinte di rosa mi aiutino...ma se non sono io la prima che decide di aiutarsi temo che ci sarà ben poco da fare. Oggi non sono stata molto bene, ho edemi alle gambe e problemi addominali...ho paura di aver perso peso e non me lo posso permettere... E' davvero tardi...devo dormire...o almeno provarci...su sonno ristoratore, cala sui miei occhi e libera la mia mente da pensieri insidiosi...io ti aspetto...

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