martedì 27 marzo 2012

Autopsia di un' abbuffata

La sveglia suona, e' lunedì, mio marito parte per andare al lavoro. Io vado in cucina e do la pappa a Ugo. Sono le 8, una colazione ci sta, mi dico. E colazione sia. Latte e biscotti. Io e Ugo torniamo in camera con i pancini pieni...riposiamo un po' e poi mi accingo a scendere per continuare con il mio armadio. Sono tesa, non so perché, e' da due giorni che sento quelle maledette ossessioni tornare in me...le sento, stanno prendendo piede, si stanno creando un piccolo spazio per poi uscire prontamente. Non le ascolto, continuo il mio lavoro. Il pasto e' veloce, do la pappa al cane...piccola pausa sigaretta post pranzo e inizio a state male...perfetto! Ci mancava l'influenza intestinale. Passo un po' di tempo a giocare con Ugo e a riposare. Quando mi sveglio, l'idea e' già li, stampata nel cervello: ABBUFFATA. Vado in cucina e nel giro di poco mangio ciò che non può essere considerata un'abbuffata oggettiva, ma il controllo che ormai ho perso, deve essere ripreso. Il bagno e' la prima direzione. Compensare mi da' l'illusione di state meglio. Intanto la pancia protesta ancora e sto ancora male. Mi dico che ho compensato poco e maledico ogni cellula del mio corpo per non aver saputo fare di meglio. Scrivendo le cose a freddo mi sembra di non provare nulla, come se nulla mi appartenesse. E' terribile. Eppure non voglio sentire nulla, solo il dolore lenisce altro dolore...che gran controsenso. So che sarà una settimana difficile soprattutto mercoledì , ho davvero paura di combinare qualche disastro. Per tornare all'abbuffata di oggi: nulla di irreparabile mi dico, domani e' un altro giorno e non ci saranno abbuffate. Non ci saranno perché io non lo permettero' già troppe volte ho fatto scrupolosamente l'autopsia a tutte le abbuffate che facevo...la lista e' lunga, lasciamo che non lo diventi ancora di più.

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