Sono qui...cullata da un tiepido sole primaverile...dopo i rigori dell'inverno questi raggi sembrano ancora più caldi di quelli estivi. Intorno a me la pace di un'asonnata domenica pomeriggio...in lontananza un lieve scampanio di quei campanelli che si appendono in giardino come scacciaspiriti. Il pranzo e' andato bene, ma il lato fisico comincio a cedere...sento addosso quei kili.
Oggi mio suocero e' stato un tesoro, mi ha smontato tutte le ante dell'armadio che sto rifacendo e mi ha creato una base di lavoro per fare meno fatica...ho proprio voglia che il mio progetto prenda forma...e' forse la prima volta che mi dedico ad un lavoro così grande e impegnativo. Non mi spaventa, insomma deve essere una cosa che piace a me quindi al diavolo il giudizio degli altri.
domenica 26 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
Work in progress
E' da più di una settimana che non pubblico nulla, forse perché sono in una fase riflessiva davvero profonda. Mercoledì sono finita nuovamente al pronto soccorso per un nuovo forte attacco di ansia. Ho parlato un po' con un medico che poi ha deciso di modificarmi la terapia farmacologica. Per lui avrei bisogno di un nuovo ricovero, cosa che credevo anch'io fino a quel momento. Qualche giorno dopo mi ricontatta la ragazza che avevo sentito per il cucciolo di bassottino. Le persone che lo avevano richiesto hanno rinunciato e se voglio lo posso prendere io. Non so quale magia si scatena dentro di me: mi sento felice, l'attesa di un cucciolo mi provoca una strana euforia...euforia che contagia anche gli altri ambiti della mia vita. Nulla di sconvolgente, sia chiaro, ma si materializza davanti a me la consapevolezza che forse posso farcela da sola, senza un altro ricovero ma pur sempre supportata dall'equipe che mi sta seguendo. Lunedì e' giorno di pesata, altri quatto etti in più. Reagisco bene, ora devo vedere l'internista e gli altri medici per valutare come procedere. Sento dentro di me qualcosa di strano, le ossessioni sul cibo e sul corpo si sono attenuate e la paura di ingrassare non e' il pensiero centrale di ogni mia giornata. Sono riuscita addirittura a progettare di rinnovare un vecchio armadio, ho iniziato ieri, anche se oggi avrei dovuto proseguire ma ho avuto problemi ad uscire di casa. Questa maledetta ossessione non mi abbandona...devo lavorarci molto. Un altro aspetto positivo che devo registrare e' il fatto che ho chiesto a mio marito di prendermi una pizza...probabilmente era da più di un anno che non ne mangiavo una...e sono orgogliosa di averlo fatto. Voglio combattere, voglio portare avanti questi piccoli progetti, voglio che mio marito sia fiero di me, perché lui e' la mia motivazione, la ragione per cui sono ancora qui...venerdì sarà un giorno importante, spero di prendere la decisione migliore per me e per il mio futuro...
lunedì 13 febbraio 2012
La mia matrigna cattiva...
"Specchio servo delle mie brame...chi e' la più bella del reame?" andava ripetendo Grimilde, la matrigna di Biancaneve...eppure non si accontentava di sentirsi dire che era lei la più bella...doveva sbarazzarsi di quella ragazzina per tenere nuovamente tra le mani lo scettro della bellezza incontrastata...
Ripensandoci bene credo che uno specchio magico mi servirebbe a poco quando ho tante persone che ogni giorno cercano di dirmi le molteplici qualità che secondo loro ho il privilegio di possedere. Eppure nessuno ha ancora capito che la bellezza non mi interessa, non mi importa proprio, anzi odio quando mi dicono che sono bella. Nel mio perseverare in questa malattia io cerco solo di farmi piccola, così piccola da divenire trasparente, invisibile a tutto e a tutti...e non sentirò così più nulla, nessuna sofferenza, nessun senso di colpa, nessuna frustrazione... Mi rendo conto quanto queste siano parole malate, visto che il mio terapeuta preferito ha più volte ribadito che se voglio uscire da tutto questo devo avere un progetto. E non mi sembra proprio che l'autodistruzione sia un progetto molto costruttivo...Purtroppo ho perso tutta l'ambizione che avevo una volta...come ho già precedentemente detto credo che ora dovrei soffermarmi su qualcosa di semplice, un progetto che mi appassioni ma che per il momento non risulti eccessivamente pesante. Non mi piace quando la gente mi fa sentire malata, perché una parte di me continua ancora a negare tutto questo...per gli altri sembro in punto di morte, per la dietista, per mio marito che ogni sera probabilmente si chiede se mi troverà ad aspettarlo oppure no...forse da questi segnali dovrei capire che nessuno mi sta ingannando e che forse hanno ragione loro...
In questi giorni, dopo aver recuperato un po' di peso, ho avuto un po' un contraccolpo...e' tornata la voglia di restringere, sono tornati i pensieri sui quali ora non mi voglio soffermare per non dare troppo spazio alla malattia... Voglio conservare quel briciolo di razionalità che mi e' rimasta...perché se perdessi anch'essa ho paura che non sarei più in grado di recuperare nemmeno quella esile corda che ora mi tiene aggrappata alla vita.
Dopo aver preso la mia terapia ancora 2 ore fa mi ritrovo qui con dolori lancinanti alle gambe e al ventre...credo di aver sottovalutato il fatto che il mio corpo si stia ribellando. In fondo purtroppo sono giunta a pensare che non mi importa di quello che succede a questo corpo...altro pensiero malato da eliminare...per il progetto che ho in mente il corpo deve essere sano...quindi devo togliermi dalla testa questa idea malata che vessare il mio corpo sia come fare ammenda di tutti i peccati e le colpe che mi sento gravare addosso.
Giorno per giorno cerco di dipanare la matassa...non e' facile quando tutto e' così intricato, ma con un po' di pazienza e buona volontà credo che potrò farcela!
Ora come sempre provo a chiudere gli occhi e a staccare un po' il cervello...domani e' un'altra giornata ed io dovrei riuscire almeno a mettere il naso fuori dalla porta...devo farlo! Niente scuse!
domenica 12 febbraio 2012
Nocturnal Confused words...
Sad...empty...hate...love...skinny...faith...numbers...food...mind...sleep...eat...life...
pain...regret...guilt...cage...loss...freedom...motivation...weight...ring...drugs...depressed...
obsession...hunkers...anorexia...tears...heart...body...brain...win...failure...necessity...listen...
judge...comprehension...target...project...
pain...regret...guilt...cage...loss...freedom...motivation...weight...ring...drugs...depressed...
obsession...hunkers...anorexia...tears...heart...body...brain...win...failure...necessity...listen...
judge...comprehension...target...project...
sabato 11 febbraio 2012
Le mie mille solitudini
Questa sera sono sola a casa, per l'ennesima volta ho lasciato che mio marito uscisse da solo con i nostri amici...sto sbagliando, lo so. Sto sbagliando come moglie, eppure non faccio nulla per migliorare questa situazione. La mia solitudine è immensa, ma ci convivo, ormai è come una sorella...sono sempre stata sola, fin da piccola. Preferivo giocare da sola, inventarmi storie, crearmi mondi paralleli, vivere vite di principesse o di eroine. Quando sei piccola e non hai poi tante preoccupazioni riesci a riempire questo vuoto con giochi infantili, senza che ciò diventi troppo pesante per la tua anima, anzi, molto spesso quando il tuo spazio viene invaso provi fastidio, e vorresti essere lasciata sola. Crescendo, aumentano i pensieri, la vita diventa più frenetica, più viva...ma la mia solitudine rimane...rimane quando sono a casa, isolata in quel posto dimenticato da dio, rimane quando sono con gli altri, perchè mentalmente mi isolo da tutto e da tutti. La prima volta che la mia solitudine è stata scalfita accade quando alle superiori inizio una storia con un ragazzo...la sua solitudine si unisce alla mia e così si annienta...Trascorro un periodo davvero sereno, in cui mi sento amata, in cui nulla mi fa paura, anche se ora a posteriori, riesco a intravedere le prime avvisaglie del mio disagio fin da questo periodo. Mia madre mi pressava continuamente sull'aspetto fisico, così iniziai una dieta che mi fece si perdere peso, ma anche diventare ossessiva. Come poteva un ragazzino di 17 anni sopportare le ossessioni di una persona che stava sprofondando nei disturbi del comportamento alimentare? Il mio mondo crolla sotto i colpi di questa separazione...trascorro un periodo di follia e decido di ricominciare...entra nella mia vita colui che sarà poi il mio attuale marito. L'inizio è sempre spumeggiante, vedi tutto rosa, anche se per me i problemi arrivano subito, visto che la mia famiglia mi obbliga a fare delle scelte che non condivido. La pressione psicologica e' forte, a casa non vengo considerata da nessuno, tanto che nemmeno io considero quella come casa mia. Infatti da bambina sono cresciuta con mia nonna e mia zia, sorella di mia madre, perché i miei genitori erano impegnati nelle loro attività lavorative. La solitudine e' stata compagna di molte giornate, mi sentivo abbandonata da mia madre, e nonostante tutto lei era la persona che volevo più di chiunque altro. Mia madre...anoressica fin dai tempi delle medie, incinta era 44kg...con una babà nella pancia...il mio amore per lei era viscerale, ogni volta che andava via piangevo per ore...sia chiaro mia nonna e' una persona meravigliosa e la amo tantissimo, ma da piccola io desideravo ardentemente l'amore di mia madre. La sua storia racconterebbe un'altra solitudine, in quella casa sconosciuta e ostile, anche lei costretta a prendere decisioni obbligate, anche lei provata psicologicamente tanto da avere un tracollo quando io ho 3 anni ed essere ricoverata per esaurimento (versione di mia madre), perché non mangiava (versione di mia nonna). Io, come lei, vengo presa un bel giorno da casa di mia nonna e portata a casa di mamma e papà, vengo portata in una scuola privata perdendo così tutti gli amici e ricomincio. Beh la solitudine che adesso mi sono creata dipende solo ed esclusivamente da me...dalle mie paure e dalle mie paranoie, sono io che mi costringo a questo isolamento forzato, sperando che queste quattro mura dipinte di rosa mi aiutino...ma se non sono io la prima che decide di aiutarsi temo che ci sarà ben poco da fare. Oggi non sono stata molto bene, ho edemi alle gambe e problemi addominali...ho paura di aver perso peso e non me lo posso permettere... E' davvero tardi...devo dormire...o almeno provarci...su sonno ristoratore, cala sui miei occhi e libera la mia mente da pensieri insidiosi...io ti aspetto...
venerdì 10 febbraio 2012
La colonna spezzata
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| Frida Khalo |
Ironia della sorte, Frida scrisse quella frase su una succosa anguria...quasi un messaggio per una come me, che dovrebbe pensare ogni giorno che la vita vale la pena di essere vissuta. Invece io ogni giorno mi arrovello il cervello pensando come fare a distruggerla. Sarebbe bello capire il perchè, sarebbe bello che io fossi sincera con me stessa e riuscissi a dire che cosa non va. Facile dire sono grassa, mi faccio schifo, odio il mio corpo...voglio distruggerlo. Ma poi?
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| Ciò che l'acqua mi ha dato |
Con l'avanzare dell'età le sofferenze diventarono sempre maggiori, tanto che Frida fu costretta a letto per molto tempo e dipinse nuovamente autoritratti. Quello che in questo momento mi suscita maggiori pensieri è "Senza Speranza"... Visto con i miei occhi, offuscati da ciò che ora è il mio presente, sembra di vedere un imbuto che la obbliga a mangiare... eppure cercando delle critiche di persone esperte del settore capisco quanto la mia mente sia deviata dalla malattia. Il curatore dell'ultima mostra che si è tenuta a Milano, Achille Bonito Oliva, sostiene che "Nel costante passaggio dalla forma all’informe mi pare che sia ravvisabile una ricorrente idea di metamorfosi, idea, sempre vitale, di passaggio dalla vita alla morte, la circolarità della morte che torna alla vita. E’ un’idea legata a una sensibilità anche un po’ spagnola, controriformista, e c’è una “nerità” di fondo nella pittura di Frida Kahlo, che non è un colore quanto un atteggiamento dell’anima, una posizione della mente che quando dice vita ricorda anche la morte, quando allude alla morte allude anche alla speranza della vita."
Passaggio dalla vita alla morte...ogni giorno ci penso...ogni giorno penso che sto sprecando tempo e che questo tempo non mi sarà reso da nessuno...eppure la mia voglia di scomparire permane, la voglia di autoinfliggermi qualsiasi punizione pur di stare male...perchè la verità è che io non merito di essere felice, non merito perchè non sono in grado di lottare, sono solo una persona mediocre, una fallita che cerca di arrabattarsi come può, finchè non arriverà quel giorno in cui prenderò una decisione. Non so che decisione prenderò, o forse lo so da tanto ma ho paura di affrontare entrambe le strade e così rimango qui, inerte, contando i minuti che mancano alla fine di un giorno e all'inizio di quello dopo.
Quando dice vita
ricorda anche la morte, quando allude alla morte allude anche alla
speranza della vita.
Giorno di pesata
Oggi è giorno di pesata al centro dca...è sempre un giorno particolare, un giorno che fa salire l'ansia alle stelle e che ti mette davanti alla malattia; nuda di fronte a quel mostro che piano piano ti sta divorando. Ebbene, oggi, dopo mesi e mesi ho segnato una piccola vittoria...sono riuscita ad aumentare di qualche etto, senza controllare o peggio senza avere incontri ravvicinati con il wc.
Odio l'attesa in quella piccola stanza, dove tante altre ragazze come me aspettano di essere ricevute da psichiatri, dietiste e psicologhe. Ogni volta vedo volti diversi e ovviamente non posso che soffermarmi a guardarle, a guardare i loro corpi, a guardare il mio, come se ci fosse una palla da tennis invisibile che rimbalza continuamente da loro a me e da me a loro. Si capisce che è così anche per loro, che anche loro scrutano ogni centimetro del mio corpo per cercare di vedere se sono più ossute di me...fortunatamente ogni tanto passa un'infermiera che si ferma sempre a salutarmi (visti i 7 mesi totali di ricovero mi conoscono tutte) e a distogliermi per un attimo da quei pensieri ossessivi che dovrei evitare. Poi arriva lei...la "Regina di Cuori", così soprannominata durante il primo ricovero perchè quando si arrabbiava pareva urlare "Tagliatele la testaaaa!".... il suo studio è angusto e ha un nonsochè di asettico, tranne per le 2 fatine che sono sulla sua scrivania. Il suo "Spogliati"...suona così perentoreo che non disobbedirei mai...lei accende quel marchingenio infernale e io, tremante, appoggio i piedi su quel quadrato nero, nella speranza di sprofondare o di essere teletrasportata chissà dove. I numeri all'inizio sembrano impazzire, poi si fermano...mentalmente cerco di fare subito il calcolo di quanto sono aumentata....SI perchè in questi dieci giorni avevo il compito di aumentare...riesco solo a dire "Non mi dica che non è contenta"...dentro sono confusa. Confusa ma non così traumatizzata come credevo... ho fatto dopo tanto tempo la cosa giusta, sono riuscita a prendere un po' di peso e a viverlo in modo quasi normale...dico quasi perchè ovviamente le paranoie sono ad un livello abbastanza elevato, così come le ossessioni che mi portano costantemente davanti allo specchio per vedere ogni minimo cambiamento del mio fisico. Parliamo un po'... devo dimostrare di credere in quello che sto facendo, devo mantenere questo trend positivo ancora per 10 giorni, così poi potrò riprendere la psicoterapia, lavorare sul dolore che ho dentro, senza pensare al cibo... mi congedo dalla "Regina di Cuori" con la promessa vera di impegnarmi e con la speranza di riprendere la psicoterapia al più presto. Arrivo a casa... come un'automa mi dirigo in camera, nel mio mondo, che a fatica riesco ad abbandonare. I pensieri mi spingono a buttarmi sul letto, sotto una montagna di coperte, come per nascondermi da chissà quale mostro. Gli occhi si fanno pesanti, un sonno senza sogni cala su di me...mi faccio portare via...per non pensare, per non annegare nel mare delle ossessioni che come onde di una tempesta mi sommergono. Mi sveglio... ma rimango a letto... è un modo per non sentire... penso che avrei voglia di fare una passeggiata, ma fuori è davvero freddo...i pensieri tornano...con un meccanismo veramente stupido...basta sfiorare con la coda dell'occhio l'armadio e si scatena la lotta interna senza fine. La serata scivola via tranquilla, cercando di non pensare, cercando di fare altro.
Eppure oggi 9 febbraio ho vinto io! Io sono riuscita a prendere quei macaron della foto che ho scelto per questo post, e a voltare le spalle a colei che voleva privarmi di questa delizia. Io li ho mangiati, voltandole le spalle, e cercando di non ascoltare il suo canto tentatore. Ora non mi resta che andare e soprattutto guardare avanti...prossimo appuntamento al 20 febbraio...con la speranza di segnare un altro punto a mio favore.
Odio l'attesa in quella piccola stanza, dove tante altre ragazze come me aspettano di essere ricevute da psichiatri, dietiste e psicologhe. Ogni volta vedo volti diversi e ovviamente non posso che soffermarmi a guardarle, a guardare i loro corpi, a guardare il mio, come se ci fosse una palla da tennis invisibile che rimbalza continuamente da loro a me e da me a loro. Si capisce che è così anche per loro, che anche loro scrutano ogni centimetro del mio corpo per cercare di vedere se sono più ossute di me...fortunatamente ogni tanto passa un'infermiera che si ferma sempre a salutarmi (visti i 7 mesi totali di ricovero mi conoscono tutte) e a distogliermi per un attimo da quei pensieri ossessivi che dovrei evitare. Poi arriva lei...la "Regina di Cuori", così soprannominata durante il primo ricovero perchè quando si arrabbiava pareva urlare "Tagliatele la testaaaa!".... il suo studio è angusto e ha un nonsochè di asettico, tranne per le 2 fatine che sono sulla sua scrivania. Il suo "Spogliati"...suona così perentoreo che non disobbedirei mai...lei accende quel marchingenio infernale e io, tremante, appoggio i piedi su quel quadrato nero, nella speranza di sprofondare o di essere teletrasportata chissà dove. I numeri all'inizio sembrano impazzire, poi si fermano...mentalmente cerco di fare subito il calcolo di quanto sono aumentata....SI perchè in questi dieci giorni avevo il compito di aumentare...riesco solo a dire "Non mi dica che non è contenta"...dentro sono confusa. Confusa ma non così traumatizzata come credevo... ho fatto dopo tanto tempo la cosa giusta, sono riuscita a prendere un po' di peso e a viverlo in modo quasi normale...dico quasi perchè ovviamente le paranoie sono ad un livello abbastanza elevato, così come le ossessioni che mi portano costantemente davanti allo specchio per vedere ogni minimo cambiamento del mio fisico. Parliamo un po'... devo dimostrare di credere in quello che sto facendo, devo mantenere questo trend positivo ancora per 10 giorni, così poi potrò riprendere la psicoterapia, lavorare sul dolore che ho dentro, senza pensare al cibo... mi congedo dalla "Regina di Cuori" con la promessa vera di impegnarmi e con la speranza di riprendere la psicoterapia al più presto. Arrivo a casa... come un'automa mi dirigo in camera, nel mio mondo, che a fatica riesco ad abbandonare. I pensieri mi spingono a buttarmi sul letto, sotto una montagna di coperte, come per nascondermi da chissà quale mostro. Gli occhi si fanno pesanti, un sonno senza sogni cala su di me...mi faccio portare via...per non pensare, per non annegare nel mare delle ossessioni che come onde di una tempesta mi sommergono. Mi sveglio... ma rimango a letto... è un modo per non sentire... penso che avrei voglia di fare una passeggiata, ma fuori è davvero freddo...i pensieri tornano...con un meccanismo veramente stupido...basta sfiorare con la coda dell'occhio l'armadio e si scatena la lotta interna senza fine. La serata scivola via tranquilla, cercando di non pensare, cercando di fare altro.
Eppure oggi 9 febbraio ho vinto io! Io sono riuscita a prendere quei macaron della foto che ho scelto per questo post, e a voltare le spalle a colei che voleva privarmi di questa delizia. Io li ho mangiati, voltandole le spalle, e cercando di non ascoltare il suo canto tentatore. Ora non mi resta che andare e soprattutto guardare avanti...prossimo appuntamento al 20 febbraio...con la speranza di segnare un altro punto a mio favore.
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